Moda

Ecco il Virtual Clothing: la sensibilizzazione ambientale parte dalla moda

Negli ultimi tempi ci capita sempre più spesso di parlare dell’effetto deleterio che l’industria della moda ha nei confronti del nostro Pianeta. La realtà che stiamo vivendo, nel bel mezzo di una pandemia, ci ha infatti regalato un maggior tempo per riflettere su quelle che devono essere le nuove priorità per il genere umano. L’inquinamento, l’acquisto di capi inutilizzati e lo spreco delle risorse sono certamente delle questioni ancora molto attuali per ciò che riguarda il settore della moda. Sappiamo però che la tecnologia spesso e volentieri può essere di aiuto quando si parla di sostenibilità, ed in effetti l’esempio che vogliamo portarvi oggi tratta proprio di questo.

Perché ciò che è prioritario, oltre al comportamento effettivo delle aziende produttrici, è senza alcun dubbio la sensibilizzazione. Cosa c’è di meglio del sensibilizzare e nel frattempo fare della beneficienza? Il tutto, anche se può sembrare strano, ha a che fare con la moda, o per lo meno con la sua variante digitale. “Alteration Space” è un progetto digitale nato dall’idea di due artiste (Anna Nazaretskaia e Daria Elkina) in collaborazione con la charity Acqua Foundation.

Moda, acqua e solidarietà

Come desumibile, l’intento di questa iniziativa è quello di sensibilizzare la popolazione rispetto allo spreco di acqua che avviene nel settore della moda. Ecco dunque che prende vita l’idea del Virtual Clothing, ossia una vera e propria collezione di vestiti digitale. Gli utenti potranno infatti selezionare gli indumenti preferiti da un armadio virtuale presente sui canali social del progetto e nel frattempo fare l’upload di una foto personale.

Dopo aver effettuato una piccola donazione economica, i soggetti che parteciperanno all’iniziativa riceveranno indietro un fotomontaggio elaborato dalle artiste sovracitate con indosso i capi selezionati. Grazie a questa iniziativa si contribuirà attivamente ad un progetto di solidarietà per il  Sud Sudan in collaborazione con Amref Health Africa – Italia. Quest’ultimo, ovviamente, è rivolto al miglioramento delle condizioni socio-economiche e sanitarie di uno dei paesi più poveri del terzo mondo.

 

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