Moda

I collant creati dalle bottigliette d’acqua riciclate: realtà italiana della moda

Il cittadino comune, se non messo nelle giuste condizioni dallo stato nel quale è residente, può fare ben poco per combattere i cambiamenti climatici e l’inquinamento. È pur vero che se tutti imparassimo a mantenere un comportamento ecologico e consono non ci troveremmo nelle condizioni attuali. Attuare la raccolta differenziata ad esempio è fondamentale. In questa maniera non facciamo del bene al Pianeta una sola volta, ma due. I materiali, una volta riciclati, hanno una nuova vita. Vi basti pensare ad una bottiglietta d’acqua: questa potrebbe finire nell’oceano oppure potrà essere utilizzata per creare il vostro nuovo paio di collant.

L’esempio che abbiamo utilizzato non è affatto casuale: l’unione di due realtà rigorosamente battenti bandiera italiana ha dato vita ad una novità assoluta nel mondo della moda. Parliamo di Oroblù Save the Oceans, un collant nero 50 denari ottenuto proprio dalla plastica delle bottigliette d’acqua.

Orgoglio nazionale della moda sostenibile

Il collant nasce come anticipato dalla collaborazione tra RadiciGroup e Oroblù. Quest’ultimo marchio è tra i leader nazionali della produzione di calze alla moda ed ha sede nella provincia di Mantova. Il primo invece nasce nella Val Seriana di Bergamo, tristemente nota nel recente passato per la strage del Covid-19, e si occupa da decenni di fibre sintetiche e tecnopolimeri.

Le due aziende hanno unito le loro forze, lanciando nel mercato un prodotto totalmente sostenibile e amico dell’ambiente. I collant sono realizzati con un materiale battezzato Repetable, ovvero un filato di poliestere. La qualità è alta, degna delle migliori marche acquistabili in tutto il nostro paese. La differenza con il resto delle proposte però la fanno le zero emissioni ed il risparmio di energia ed acqua che si viene a creare nella filiera.

Insomma, un collant totalmente italiano ed ecologico, degno della reputazione che il nostro paese ha nel campo della moda sostenibile.

 

LEGGI ANCHE: Abbigliamento e microplastiche in mare: accorgimenti utili per un ambiente più sano

Back to top button
Privacy