Moda

Eta 20, la nuova mascherina sostenibile: occorre proteggere anche l’ambiente

Ormai prima di uscire di casa, oltre a prendere le chiavi della macchina e la borsa, indossiamo automaticamente anche la mascherina. Sembra strano, ma è passato più di un anno dall’inizio della pandemia di Covid-19 che ha coinvolto l’intero Pianeta. Se prima non ce lo saremmo mai potuti immaginare, oggi continuiamo ad uscire dalle nostre abitazioni muniti di questo nuovo “accessorio“. La mascherina infatti nel corso di questi mesi non è più solo un importantissimo strumento per proteggere noi stessi e il prossimo dal virus, ma anche un vero e proprio accessorio. Non è raro osservare, camminando per strada, persone con mascherine colorate, dall’aspetto simpatico e divertente. Tuttavia non va dimenticato in nessun modo il ruolo essenziale che esse hanno al giorno d’oggi. Ha da poco debuttato Eta 20, una mascherina sostenibile nata grazie al lavoro di una cooperativa sociale bolognese.

Eta 20 è stata studiata da Eta Beta in collaborazione con Pretty Moda, l’Università di Bologna e Zero Waste Italy. Questo nuovo dispositivo non aiuta solo noi, ma anche l’ambiente.

No all’inquinamento da mascherine

Come dicevamo, Eta 20 è una mascherina che fa bene sia all’uomo che all’ambiente. Il suo tessuto infatti, antimicrobico e antivirus, può essere lavato svariate volte. Uno dei gravi problemi che ha afflitto il nostro Pianeta in quest’ultimo anno è stato proprio l’inquinamento dovuto a questi strumenti di protezione. Preferendo in molti una mascherina usa e getta infatti ci si è ritrovati sommersi da un mare di questi dispositivi. Buttati a terra e gettati in strada, senza il minimo riguardo per la salute dell’ambiente.

Il tessuto con cui Eta 20 è realizzata è trattato con un’avanzata tecnica che lo rende antimicrobico e antivirale; i suoi filtri invece sono Baritech Operations. Ecco cosa ha dichiarato Stefano Forti al riguardo: “La nostra azienda ha iniziato da marzo 2020 un progetto di riconversione industriale, che l’ha portata a produrre dispositivi medici certificati sia monouso sia lavabili. Eta 20 rappresenta il punto di arrivo di un percorso che ha permesso alla nostra piccola realtà artigiana di mantenere in questo anno così difficile la piena occupazione e di non fare ricorso ad alcun tipo di ammortizzatore sociale.”

Inoltre questo progetto risulta essere in perfetta linea con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030.

LEGGI ANCHE: I collant creati dalle bottigliette d’acqua riciclate: realtà italiana della moda

Back to top button
Privacy