Moda

Tessuto sostenibile derivato dalla ginestra: il ritorno dello slow fashion

Per acquistare un abito nuovo al giorno d’oggi ci si reca in un negozio e senza troppi pensieri si amplia la collezione vestiaria del nostro armadio. Un tempo certamente non era così facile e si seguiva tutto il processo creativo del nuovo proprio abito prima dell’acquisto. Ci si recava da un sarto, ci si accordava sul tipo di modello desiderato, si sceglievano le stoffe da utilizzare e si tornava più volte per delle prove. L’industria della moda attuale, che potremmo anche denominare industria del fast fashion, si oppone grandemente allo slow fashion.

Con quest’ultimo termine tuttavia non ci riferiamo solo alla moda del passato, ma anche a quella sostenibile e strettamente attuale ad oggi. Infatti l’industria della moda ha deciso di sostenere il Pianeta; ciò grazie all’utilizzo di materie prime non dannose per il nostro ambiente e allo sviluppo di processi ecosostenibili sempre più paragonabili allo slow fashion di un tempo.

Per fare un abito ci vuole un fiore

Di cosa si occupa esattamente lo slow fashion e quali sono le sue caratteristiche peculiari? Prima di tutto questo settore accompagna lo sviluppo di un abito fin dalla scelta del tipo di tessuto che si utilizzerà per creare un nuovo modello. L’Università della Calabria da anni lavora alla creazione di fibre tessili compatibili con le esigenze del nostro Pianeta. Gli esperimenti tessili sono avvenuti grazie all’utilizzo di un fiore di leopardiana memoria: la ginestra.

I ricercatori dell’Università della Calabria hanno quindi stabilito una prima base del loro ideale di slow fashion a partire da un fiore. La fibra tessile prodotta grazie all’utilizzo della ginestra deriva proprio dall’arbusto in questione e ha proprietà ecologiche straordinarie. A Cosenza è stato creato il primo impianto per estrarre della fibra fine dai rami della ginestra circa venti anni fa e ad oggi il progetto continua ad andare avanti.

 

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