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La riforestazione fa bene al Pianeta e all’economia: il report del WWF

La popolazione umana sta finalmente scoprendo la bellezza e l’importanza del verde. Non ci riferiamo esclusivamente al pigmento in questione, ma a tutto ciò che è incluso nella macro categoria dell’ecologia. Pensando al verde, la prima cosa che ci viene in mente sono le piante e gli alberi. Questi negli ultimi decenni sono stati protagonisti di uno scempio incredibile come quello del disboscamento sconsiderato e abusivo. I polmoni della Terra hanno visto le proprie dimensioni diminuire considerevolmente nel giro di nemmeno mezzo secolo. Ora però c’è bisogno di una netta inversione di tendenza: è tempo di pensare seriamente a delle logiche di riforestazione.

A giovarne sarebbe certamente il nostro Pianeta, vittima negli ultimi anni di troppi abusi. Non solo, tutti gli esseri viventi, uomo compreso ne trarrebbero vantaggio. Non è finita qui: a godere delle logiche di riforestazione ci sarebbe anche l’economia mondiale, secondo quanto sostenuto all’interno del report Valore Natura realizzato dal WWF.

Semplicemente, conviene a tutti

Per la precisione, rendendo nuovamente “attivi” 350 milioni di ettari di foreste entro il 2030, si potrebbe generare un introito economico netto fino a 140 miliardi di euro annui. Questo perché la riforestazione scaturirebbe tutta una serie di nuove immissioni pecuniarie nel mercato, fondamentali per il progredire dell’economia.

Solo per fare un esempio, secondo una ricerca volta da The Global Commission On The Economy And Climate grazie al ripristino del solo 12% dei terreni agricoli degradati si potrebbe generare un aumento degli introiti considerevole. Questo, approssimativamente, dovrebbe essere di 35-40 miliardi di dollari ogni anno. Non poco, considerando che con questo denaro si riuscirebbero a sfamare oltre 200 milioni di persone ogni anno.

Insomma, mettere in atto logiche di riforestazione conviene anche ai nostri portafogli. Non fosse bastato il motivo ecologico, ecco dunque una nuova chiave di interpretazione per favorire uno sfruttamento migliore e più oculato del patrimonio naturale.

 

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