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L’Onu avverte: “Le emissioni non calano abbastanza”

Ripeteremo fino allo sfinimento che la questione riguardante le emissioni di gas serra in atmosfera è assolutamente qualcosa di prioritario. Tale concetto, soprattutto successivamente alla crisi pandemica, sembra aver fatto finalmente breccia nella mentalità di ogni essere umano. Questo almeno è ciò che credevamo fino a poche ore fa. Ma andiamo con ordine: il fatto che gli USA, dopo l’elezione del Presidente Biden siano rientrati nei celebri accordi di Parigi del 2015 non può che essere interpretata come una buona notizia. Le emissioni generate da questo paese sono massicce, ed il fatto che per un lungo periodo i parametri internazionali riferiti all’inquinamento non interessassero la realtà statunitense non è stata certo buona cosa.

Ma ampliando il discorso emissioni a tutto il Pianeta, possiamo renderci conto come la situazione sia abbastanza indietro rispetto ai programmi. Solo 75 dei 200 paesi firmatari a Parigi hanno presentato un piano per contrastare il global warming entro il termine prestabilito, ovvero la fine del 2020. Tra questi, c’è da dirlo, la totalità dei paesi che compongono l’unione europea. Questi rappresentano però esclusivamente il 30% della totalità delle emissioni generate dall’attività antropica.

Il taglio delle emissioni non basta

Recentemente l’Onu, tramite il suo segretario generale, si è detta molto preoccupata per il rallentamento dei processi di inquinamento. Antonio Guterres ha infatti parlato senza mezzi termini di un vero e proprio allarme rosso: “Nel 2021, o la va o la spacca per quanto riguarda l’emergenza climatica mondiale. La scienza parla chiaro: per limitare l’aumento delle temperature a 1,5 gradi, dobbiamo ridurre le emissioni inquinanti del 45% entro il 2030 rispetto al 2010″

Ed ancora: “I più importanti inquinatori devono presentare obiettivi di riduzione delle emissioni ben più ambiziosi per il 2030 nei loro piani nazionali. Ciò dovrà avvenire molto prima del Cop26, conferenza sul clima di Glasgow durante il prossimo novembre”.

 

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