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Metà dell’energia derivante da carbone è prodotta in Cina: numeri impressionanti

Per quanto riguarda la crisi climatica, negli ultimi anni stiamo tentando di migliorare la situazione. Alcuni direbbero che sarebbe più adatto dire che stiamo “salvando il salvabile”, ma oggi non vogliamo essere così nichilisti. Ciò che risulta più che fondamentale però è che tutto il mondo sia compatto nell’intraprendere una strada che, lentamente, porterà ad un miglioramento della situazione. Occorre dunque un impegno unitario rivolto alla produzione sempre maggiore di energia pulita. Questo di fatto sta avvenendo, ma nel contempo sarebbe opportuno abbandonare il più possibile i combustibili fossili.

In questo caso arriviamo alla nota dolente del discorso. Nonostante i grandissimi sforzi della quasi totalità dei paesi, siamo ancora lontanissimi dal rendere superfluo questo genere di sostanze, prime tra tutte petrolio e carbone. In particolare, leggendo le cifre del Global Electricity Review pubblicato da Ember, la Cina è colpevole di un qualcosa di incredibile. Lo stato asiatico ha infatti generato il 53% del dato globale rispetto alla produzione di elettricità derivante da centrali a carbone. Incredibile e scandaloso pensare che tale dato, prima degli accordi di Parigi del 2015, si attestava attorno al 44%.

Carbone in aumento per produrre energia

L’unica nota positiva è che, rispetto ai paesi che prendono parte al G20, la Cina è la solapecora nera“. Il fatto però che oltre il 40% del fabbisogno di energia cinese derivi dal carbone, non può che rischiare di vanificare qualunque buona azione intrapresa nel resto del globo.

E pensare che in realtà la Cina ha espressamente dichiarato che il suo picco rispetto alle emissioni sarà raggiunto nel 2030: abbastanza improbabile, vista la tendenza degli ultimi anni. Nel giro di ulteriori 30 anni, cioè nel 2060, il governo cinese ha dichiarato che raggiungerà la totale neutralità climatica: staremo a vedere e speriamo vivamente che le nostre previsioni risultino sbagliate. Nel frattempo è bene non perdere di vista l’obiettivo: aumentare sempre di più, almeno rispetto alle nostre potenzialità, la produzione di energia pulita.

 

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