Moda

Agritessuti per una moda sostenibile: bucce di cipolla e foglie di carciofi

La moda green è ormai sotto i riflettori dell’intero Pianeta. Nel 2021 non potrebbe essere altrimenti: anche l’industria del fashion deve cercare di fare del proprio meglio per sostenere l’ambiente. In questi ultimi giorni, anche a causa dell’uscita di varie collezioni primavera-estate, si sta discutendo molto sulla sostenibilità della moda. Sono già molte le case di moda che stanno facendo strada nel mondo “verde” grazie all’utilizzo di materiali riciclati o dell’upcycling. Nuovi protagonisti della moda del futuro saranno gli agritessuti.

Non molto tempo fa era stata l’associazione italiana Donne in Campo-Cia a presentare alla nostra penisola il marchio Agritessuti. Il progetto, illustrato a Roma, ha coordinato la realizzazione di abiti con tessuti esclusivamente naturali tinti con scarti di frutta e verdura. La domanda di abiti e tessuti sostenibili è cresciuta nel corso di soli due anni del più del 78%. Questo dato è molto significativo: la maggior parte dei compratori infatti ha deciso di essere dalla parte del Pianeta.

Agritessuti: frutta e verdura per tingere le stoffe

Donne in Campo ha ragionato sui dati di crescita delle vendite di abiti eco-friendly e dichiarando: “Se la filiera degli Agritessuti venisse incoraggiata questa cifra potrebbe triplicare già nel prossimo triennio.” Oltre a ciò ha voluto ribadire l’importanza di utilizzare componenti naturali nel processo di creazione: “Coinvolgendo nell’immediato le 3mila imprese produttrici di piante officinali, alcune anche tintorie allargandone il campo e associando la tintura dagli scarti dell’agricoltura come le foglie dei carciofi, le scorze del melograno, le bucce della cipolla, i residui di potatura di olivi e ciliegi, i ricci del castagno.”

Proprio così, gli agritessuti sono tinti e creati a partire da sostanze di scarto. Certamente nessuno di noi conserva le bucce della cipolla o le foglie dei carciofi, ma a quanto pare queste ultime possono diventare molto utili nell’opera creativa dell’industria del fashion.

 

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