Moda

Abiti alla moda e cravatte dalla scorza di un’arancia: succede a Catania

La sostenibilità ad oggi è una delle accortezze più importanti che la moda deve avere. Il cliente infatti oggi ha moltissime pretese in questo senso. Un prodotto rispetto al quale non è assicurato un massimo rispetto dei parametri di sostenibilità, almeno per quanto riguarda il mercato italiano, difficilmente sarà in grado di spiccare. Cosa c’è di più sostenibile della scorza di arancia? E se vi dicessimo che un’azienda italiana è in grado di ricavare abiti di alta moda e cravatte proprio dalla scorza dell’arancia, ci credereste?

Fareste bene a rispondere in maniera affermativa, poiché Orange Fiber è una start up totalmente al femminile con sede nella città siciliana di Catania. Dallo scarto alimentare infatti è possibile ottenere una fibra molto simile a quella del cotone. La Sicilia peraltro è la regione italiana che produce più arance: non occorre dunque cercare troppo lontano la scorza necessaria all’attività.

L’Italia che ci piace

Se anche a voi è capitato di scoprire oggi questa realtà nostrana, sappiate che siete arrivati tardi. La start up in effetti è stata accolta nel mondo della moda come portatrice di un’idea più che rivoluzionaria. In pochissimi anni di attività infatti Orange Fiber ha già collaborato con alcuni marchi molto importanti.

Tra questi l’apripista è stato Salvatore Ferragamo, che ha utilizzato l’idea della scorza di arancia per la sua “Ferragamo Orange Fiber Collection“. Dopo l’alta moda, questa idea è arrivata anche al cosiddetto fast fashion. H&M infatti ha utilizzato il tessuto ottenuto dalla scorza di arancia nella sua linea Conscious del 2019.

Infine le cravatte. La start up catanese ha collaborato anche con Marinella, storica casa produttrice napoletana. In questo caso ha preso vita la collezione sostenibile chiamata “Centocinque”. Un’idea innovativa e totalmente italiana. Vestiti e cravatte fatti con la scorza d’arancia sono il futuro.

 

LEGGI ANCHE: Parigi capitale della moda sostenibile? I cittadini votano sì

Back to top button