Moda

L’upcycling è alla moda: creatività e sostenibilità per abiti e accessori

La parola del momento è upcycling, un termine finora utilizzato solo da pochi ma ora di tendenza. Di mezzo c’è la moda e per una giusta causa. In questi ultimi tempi anche la moda ha accolto la richiesta del nostro Pianeta di essere sostenuto e rispettato. Infatti non tutti hanno la consapevolezza che anche un settore come questo è in grado di inquinare e di danneggiare la Terra, ma purtroppo i dati parlano chiaro. La produzione dei tessuti e lo smaltimento di centinaia di tonnellate di abiti mai utilizzati incidono con elevate percentuali sulla salute del Pianeta che ci ospita.

Per questo motivo i brand più prestigiosi, ma anche le piccole catene commerciali e più economiche stanno cercando di fare del loro meglio. L’upcycling è una pratica ormai molto diffusa e consiste nel riciclare abiti usati per crearne di nuovi.

Non solo riciclo: l’upcycling crea un nuovo stile

Parlare di upcycling oggi è stabilire quelle che dovrebbero essere d’ora in avanti le peculiarità dei brand di moda. Tuttavia questa pratica non consiste nel semplice riciclaggio di un abito già utilizzato, il famoso “passare di mano in mano” tra fratello maggiore e minore. Si tratta di utilizzare dei capi vintage o usati per trasformarli.

Un vecchio maglione quindi potrebbe benissimo trasformarsi in una splendida gonna colorata alla moda o in una sciarpa da montagna. I marchi storici della moda che stanno cercando di sfruttare l’ondata creativa dell’upcycling sono molti, tra cui vanno sicuramente nominati MiuMiu, Armani, Chanel e YSL. Questa pratica quindi, oltre ad essere sostenibile dona un nuovo punto di partenza alla moda e all’utilizzo di materiali primari già esistenti. Ovviamente evitando nuovi processi di creazione di tessuti e quindi di futuri possibili scarti, è possibile davvero sostenere il Pianeta.

 

LEGGI ANCHE: Abiti alla moda e cravatte dalla scorza di un’arancia: succede a Catania

Back to top button
Privacy