La tartaruga punk (e altri 99 rettili) rischiano l'estinzione
Fonte: ZSL/ Chris Van Wyk

Per via del suo singolare aspetto la tartaruga del fiume Mary viene chiamata “punk” o “green”, e ora rischia l’estinzione. Negli anni ’70 e ’80 era un pet di moda in Australia.

Rischia di scomparire definitivamente la tartaruga del fiume Mary (Elusor macrurus), conosciuta anche come “tartaruga punk” o “green” per via del curioso ciuffo verde che ricorda una cresta. E non è l’unico rettile che rischia di estinguersi: la Zoological Society of London (ZSL) ha infatti rilasciato una lista – chiamata EDGE – di ben cento esemplari che rischiano di scomparire. E se animali come mammiferi, pesci o insetti sono mediaticamente più trattati sul rischio estinzione,  sono proprio i rettili gli animali più a rischio.

Al primo posto troviamo la tartaruga dalla testa grande del Madagascar, che totalizza il più alto punteggio in termini di vulnerabilità, dopo di lei la tartaruga dei fiumi del Centro America e il serpente cieco del Madagascar. La tartaruga non è quindi uno di quelli più alti in questa triste classifica (è al 30esimo posto), ma è stata scelta come simbolo per via del suo aspetto curioso e le caratteristiche uniche. Oltre al particolare ciuffo verde (che sono in realtà delle alghe) che la contraddistingue, presenta un carapace di circa 50cm, una lunga coda ed è in grado di respirare sott’acqua per tre ora attraverso la “cloaca”, una cavità vicino alla coda che ha la duplice funzione defecazione-riproduzione.

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Proprio per via del suo singolare aspetto la tartaruga “punk” fra gli ’70 e ’80 era diventato uno degli animali da compagnia più richiesti in Australia, con tantissime persone che acquistavano l’animale per infilarlo in una vaschetta in casa. Per questo motivo, all’epoca, questo incontrollato e irrispettoso commercio ha portato alle conseguenze di cui parliamo oggi. “Si parla meno dei rettili in termini di conservazione, rispetto a uccelli e mammiferi. Tuttavia, l’elenco dei rettili di Edge evidenzia quanto siano uniche, vulnerabili e incredibili queste creature – spiega Rikki Gumbs, coordinatore della lista – Molti di questi rettili sono gli unici sopravvissuti di antiche stirpi con discendenze fin ai tempi dei dinosauri. Se perdiamo queste specie non ci sarà più niente di simile sulla Terra”.

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Photo Credit Chris Van Wyk