Economia circolare: da vecchie scarpe a pavimentazioni sportive

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Economia circolare: da vecchie scarpe a pavimentazioni sportive

Un’iniziativa in Emilia Romagna per recuperare la suola delle vecchie scarpe da corsa per crearne pavimentazioni sportive: obiettivo dell’iniziativa è contribuire alla ricostruzione di aree giochi per bambini in luoghi colpiti dal sisma

L’iniziativa è partita da qualche mese da Modena e si sta rapidamente allargando alle altre città dell’Emilia Romagna: si tratta del progetto di economia circolare “Le tue scarpe al centro” promosso dall’Area Educazione alla sostenibilità di Arpae Emilia-Romagna in sinergia con i Ceas, Centri di educazione alla sostenibilità della regione, per recuperare le vecchie scarpe sportive e farne nient’altro che pavimentazioni adatte proprio agli sport.

Il progetto, diviso in diverse fasi, prevede di raccogliere e trattare le vecchie scarpe sportive per realizzarne un granulato di gomma morbida adatto a realizzare pavimentazioni antitrauma per le aree giochi dei bambini nei parchi. Una fase importante del progetto prevede una capillare rete informativa che sta coinvolgendo tutti i cittadini dalle scuole alle associazioni sportive per rendere conto in maniera continua i risultati dell’operazione, quante scarpe vengono raccolte e quanto granulato è prodotto di conseguenza.

In Emilia Romagna sono attualmente cinquanta i comuni aderenti e 14 i centri di educazione alla sostenibilità: la raccolta è iniziata il 21 marzo e durerà fino al 30 settembre con periodi differenziati sparsi sul territorio. Riciclo e sostenibilità ambientale ma non solo: il progetto di “Le tue scarpe al centro è infatti estremamente solidale, poiché quanto realizzato con le scarpe sarà donato al comune di Amandola (FM) colpito dal terremoto nel 2016, mentre il comune di Crevalcore, colpito dal sisma in Emilia del 2012, mette a disposizione le proprie risorse per la messa in posa dei pavimenti antiurto nei parchi giochi per bambini che saranno allestiti nella cittadina marchigiana.

 

Photo credit: Pixabay.it

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