Regno Unito, vietate le bevande energetiche agli under 16
Fonte: wikimedia

A partire da oggi, 5 marzo, nel Regno Unito è vietata agli under 16 la vendita delle bevande energetiche all’interno di quasi tutti i supermercati e centri commerciali. Un provvedimento messo in atto dal governo per tutelare la salute dei cittadini più giovani che spesso abusano di zuccheri e caffeina che sono presenti in grandi quantità negli energy drink.

Quindi, da oggi, tutti gli under 16 del Regno Unito che si presenteranno alla cassa con una bevanda energetica dovranno immediatamente riporla sulla scaffale poiché è vietato loro l’acquisto. L’iniziativa è stata accolta da quasi tutti i supermercati del territorio nazionale e vi hanno aderito volontariamente numerosi colossi della grande distribuzione che operano sul mercato britannico, come Asda, Waitrose, Tesco o Co-op, ma anche Aldi, Lidl, Sainsbury’s e Morrisons, e la catena di negozi specializzati Boots. “Adesso speriamo che anche altri negozianti si adeguino. Le bevande energetiche contribuiscono all’assunzione di zucchero che è collegata allo sviluppo dell’obesità e di vari tipi di cancro, così come il diabete di tipo 2; inoltre sta deteriorando i denti dei nostri bambini”,  ha spiegato Kawther Hashem di Action on Sugar, gruppo britannico specializzato nell’impatto che può avere lo zucchero sulla salute.

Il divieto per gli under 16 britannici riguarda tutte le bevande contenenti più di 150 millimigrammi di caffeina per litro. Una contromisura per rispondere all’uso – talvolta insensato e molto crescente – degli energy drink da parte di chi pratica sport, ma anche da chi non fa alcun tipo di attività fisica e pure ragazzini e bambini. Un utilizzo sbagliato e per il quale medici e autorità del Regno Unito si sono detti molto preoccupati, come riporta l’Ansa.

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Il mercato delle bevande energetiche ha avuto un importante crescita a cavallo fra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, soprattutto per merito di una campagna di marketing ben studiata e capace di attirare tanti nuovi clienti con nomi e lattine accattivanti, sponsorizzazioni a importanti eventi sportivi e non e pubblicità spesso virali.

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