
Il quotidiano Il Foglio ha recentemente messo in evidenza una situazione controversa riguardante la Coldiretti, l’associazione di categoria degli agricoltori italiani, e la sua duplice nomina all’interno del ministero dell’Ambiente, attualmente guidato da Gilberto Pichetto Fratin. Questa vicenda si inserisce in un contesto più ampio di coinvolgimento della Coldiretti nei tavoli di governo, sollevando interrogativi sulla trasparenza e sull’integrità delle decisioni politiche.
La controversia della nomina doppia
In base agli obiettivi fissati dalla Strategia Europea per la Biodiversità al 2030, l’Italia è chiamata a rivedere la propria “Strategia Nazionale Biodiversità 2030”. Questo documento, di notevole complessità, rappresenta un piano quinquennale volto a tutelare e valorizzare la biodiversità nel paese. Per la sua attuazione è previsto un comitato di gestione, supportato da un tavolo tecnico-scientifico dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Tale comitato ha il compito di istruire iniziative, atti e documenti tecnici, coinvolgendo rappresentanti scelti dai vari ministeri, tra cui Ambiente, Agricoltura, Cultura e Salute, oltre a un rappresentante per ciascuna delle venti regioni italiane.
Nel contesto di questa riorganizzazione, il ministero dell’Ambiente ha designato il professore Stefano Masini, attuale responsabile Ambiente e Territorio della Coldiretti, come rappresentante dell’associazione nel comitato di gestione. Tuttavia, il decreto ministeriale ha anche nominato lo stesso Masini come presidente del comitato. Questa situazione ha sollevato preoccupazioni, poiché Masini si troverebbe a dover gestire questioni relative alla biodiversità in una posizione di conflitto di interesse, essendo sia membro che presidente del comitato.
Il quotidiano ha riportato che Masini si sarebbe trovato in una posizione inusuale, convocando riunioni in cui il suo stesso ruolo sarebbe stato oggetto di discussione. A seguito delle richieste di chiarimenti da parte de Il Foglio, il ministero ha comunicato che Masini si è dimesso dal Tavolo tecnico a novembre, citando “oggettiva incompatibilità”, ma ha mantenuto la presidenza del comitato di gestione. Questo ha portato a un paradosso: la Coldiretti continua a mantenere una posizione di rilievo all’interno del ministero, nonostante le problematiche legate alla trasparenza e alla gestione dei conflitti di interesse.
La questione solleva interrogativi importanti sul modo in cui le associazioni di categoria, come la Coldiretti, interagiscono con le istituzioni governative e sulle modalità di nomina e gestione dei rappresentanti all’interno dei tavoli decisionali. In un contesto politico in cui il coinvolgimento di attori privati nei processi decisionali è sempre più scrutinato, la vicenda della Coldiretti rappresenta un caso emblematico da seguire attentamente.