
L’interesse per la politica in Italia ha subito un nuovo calo, nonostante un parziale recupero nei mesi precedenti le elezioni europee di giugno 2025. I segnali di scetticismo e disaffezione tra i cittadini sono sempre più evidenti. Tuttavia, c’è un punto su cui la maggior parte degli italiani è in accordo: la necessità di affrontare il cambiamento climatico attraverso una riduzione delle attività inquinanti. Secondo i dati, il 62% della popolazione è favorevole a un’ulteriore limitazione degli spazi per il fumo, mentre il 73% sostiene la necessità di limitare il consumo di suolo. Inoltre, il 20% degli intervistati ritiene opportuno scoraggiare la proprietà di animali domestici per ridurre l’impatto ecologico legato alla loro alimentazione e gestione dei rifiuti. Queste informazioni emergono dalla seconda indagine condotta dal centro Polidemos-Ipsos, frutto della collaborazione tra il Centro di ricerca sulla democrazia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e la società di sondaggi.
I dati della ricerca
I risultati dell’indagine saranno presentati in un seminario intitolato “Democrazia al verde. Gli italiani e il cambiamento climatico”, che si terrà presso l’Alta scuola di economia e relazioni internazionali (Aseri), situata in via San Vittore, 18, lunedì 24 marzo 2025 alle ore 15:00. Dopo i saluti di apertura di Damiano Palano, direttore di Polidemos, interverrà Andrea Scavo, direttore Public Affairs di Ipsos, che illustrerà i dati. I risultati saranno commentati da Ilaria Beretta, dell’Alta Scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica, Martino Mazzoleni, docente dell’Università Cattolica, e Marco Ricchetti, co-fondatore di Blumine srl.
La situazione della democrazia
Il report evidenzia un periodo critico per la democrazia in Italia. La sensazione di impotenza della politica di fronte alle dinamiche economiche globali, la percezione della classe politica come distante dalla realtà dei cittadini e la sfiducia nei confronti dei media sono tendenze sempre più diffuse. La maggior parte degli italiani, circa il 68%, non cerca alternative al sistema attuale, mentre solo il 31% auspica una concentrazione di poteri in un’unica figura di vertice. I dati analizzati chiariscono che, contrariamente a quanto si potesse pensare, la maggioranza degli italiani desidera un sistema democratico più forte, con una maggiore partecipazione dei cittadini e strumenti di democrazia diretta. Andrea Scavo sottolinea come questa ricerca abbia rivelato la vera natura delle aspettative degli italiani, che si allontanano dall’idea di un governo autoritario.
Altri indicatori mostrano che, sebbene il contesto sociale sia segnato da insoddisfazione, il valore della democrazia continua a essere riconosciuto. La situazione rimane complessa, con segnali di allerta tra le fasce più vulnerabili della popolazione. È cruciale monitorare come questa tensione si sviluppi nel tempo, soprattutto di fronte alle sfide attuali.
Focus sul cambiamento climatico
Il secondo report ha dedicato particolare attenzione al cambiamento climatico. La maggior parte degli intervistati si dichiara favorevole a misure che incentivino la produzione di energia rinnovabile e la riqualificazione energetica degli edifici, nonostante le restrizioni introdotte dalla legge di bilancio 2025. Il 62% è per una limitazione degli spazi per il fumo e il 73% sostiene che le autorità debbano limitare le costruzioni in aree verdi, promuovendo il riuso di edifici dismessi. Sebbene alcune regioni abbiano già legiferato in materia, si attende un intervento normativo a livello nazionale. Le opinioni sui veicoli inquinanti e le centrali nucleari sono più divise, con un 48% favorevole alla limitazione della circolazione e un 42% per la costruzione di centrali nucleari.
Un dato interessante è che il 20% dei rispondenti sostiene di scoraggiare la proprietà di animali domestici per ridurre l’impatto ecologico. Inoltre, molti italiani sono disposti a modificare le proprie abitudini quotidiane per contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico, come consumare prodotti locali o utilizzare i mezzi pubblici. Oltre un terzo degli intervistati è aperto all’acquisto di beni sostenibili e all’investimento in progetti ecologici.
Martino Mazzoleni, politologo dell’Università Cattolica, osserva che gli italiani sono pronti a fare sacrifici per la salvaguardia dell’ambiente, a condizione che non comportino un aggravio economico. La consapevolezza sull’impatto ambientale di comportamenti precedentemente considerati normali sta crescendo. Durante la presentazione dei dati, Polidemos e Ipsos hanno annunciato l’intenzione di continuare la loro collaborazione nel 2025, con ulteriori indagini programmate su temi come pace, sicurezza e democrazia.