Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sesto obiettivo: acqua pulita e servizio igienico-sanitari

Garantire a tutti la disponibilità e la gestione delle risorse idriche e delle norme igieniche di base

Il sesto obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile si concentra sulla parità e l’uguaglianza tra tutti i cittadini del mondo; presupposto, del resto, sul quale si basa l’intero programma sottoscritto il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 paesi delle Nazioni Unite e approvato dall’ONU. Il nodo chiave contenuto nei 17 Goal, nei quali si suddivide l’Agenda, consiste nel fornire ai paesi in via di sviluppo e a quelli meno sviluppati la possibilità di poter disporre di risorse eque e partitarie rispetto agli altri paesi. Ed alla luce di quanto detto, il Goal numero 6 mira a voler garantire a tutti acqua pulita e adeguati servizi igienico-sanitari.

Acqua pulita e accessibile per tutti

Ancora oggi ci chiediamo perché in certi paesi del mondo non ci sia acqua e la risposta è sempre la stessa: infrastrutture scadenti e cattiva gestione economica. Condizioni che ogni anno fanno milioni di vittime; persone, molto spesso bambini, che muoiono a causa di malattie derivate dall’approvvigionamento di acqua, servizi sanitari e livelli d’igiene che sarebbe riduttivo solo definire ‘scarsi’.

La siccità colpisce la maggior parte dei paesi più poveri del mondo; la carenza dell’acqua, la sua scarsa qualità, sistemi sanitari ed igienico-sanitari inadeguati hanno impatti negativi su tutto il sistema sociale di una popolazione. Conseguenze sulla sicurezza alimentare, sulle scelta dei mezzi di sostentamento e sulle opportunità di istruzione per le famiglie povere di tutto il mondo. E come specifica il Centro Regionale d’Informazione delle Nazioni Unite: “entro il 2050 è probabile che almeno una persona su quattro sia colpita da carenza duratura o ricorrente di acqua potabile“.

Alcuni dati

Ad oggi, nonostante dal 1990 2,6 miliardi di persone in più hanno avuto accesso a migliori risorse di acqua potabile, 663 milioni di persone al mondo sono senza acqua potabile; di questi, almeno 1,8 miliardi di persone utilizzano acqua contaminata da escrementi. A questi dati si aggiungono i 2,4 miliardi di persone in tutto il mondo che sono sprovvisti di adeguati servizi igienici come WC o latrine. Tra chi ha accesso ai sistemi igienici molti non hanno adeguati sistemi di depurazione; ciò significa che oltre l’80% delle acque di scarico prodotte da attività umane è scaricato direttamente in fiumi o mari.

Come si legge ancora sul sito dell’UNRIC i dati sulla mortalità sono allarmanti; a morire sono soprattutto i bambini. Circa 1000 bimbi muoiono ogni giorno a causa di malattie causate dall’acqua e dalla scarsa (o meglio inesistente) igiene. Situazione sulla quale non è possibile continuare a chiudere gli occhi. Su questo si basa il sesto punto dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che, come per ogni altro Goal, stabilisce dei traguardi da raggiungere.

Obiettivo 6 Agenda 2030 punto per punto

Acqua economica e sicura per tutti entro il 2030; questo è il primo traguardo posto. Ad esso segue il punto due nel quale si auspica ad ottenere, sempre entro il 2030, l’accesso ad impianti sanitari e igienici adeguati ed equi per tutti; prestando particolare attenzione alle persone che si trovano in condizioni di vulnerabilità come donne e bambini. Eliminare le discariche per migliorare la qualità dell’acqua è il terzo traguardo che il Goal 6 s’impone; ridurre l’inquinamento e il rilascio di prodotti chimici e scorie pericolose, aumentare il riciclaggio e il reimpiego a livello globale e dimezzare la quantità di acque reflue non trattate.

Aumentare considerevolmente entro il 2030 l’efficienza nell’utilizzo dell’acqua in ogni settore e garantire approvvigionamenti e forniture sostenibili di acqua potabile“; questo quanto si legge nel quarto punto. Una misura utile per affrontare la carenza idrica e sostenere le persone che ne subiscono le conseguenze. Il punto quinto si concentra sull’implemento di risorse idriche integrate anche attraverso la cooperazione transfrontaliera. L’ultimo punto si concentra, infine, sulla protezione degli ecosistemi legati all’acqua: fiumi, mari, falde acquifere, paludi; ma anche montagne e foreste. Si tratta di traguardi, quelli contenuti nel sesto Goal, che hanno bisogno di essere sostenuti attraverso il supporto delle attività innovative e attraverso la cooperazione mondiale. La raccolta d’acqua, la desalinizzazione, l’efficienza idrica, il trattamento delle acque reflue e le tecnologie di riciclaggio e reimpiego sono tutte misure utili e necessarie.

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