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Mobility Management: in cosa consiste e perché è importante

Francesca Perrone 7 Ottobre 2021
Mobility Management cosa fa

Il Mobility Management è stato introdotto in Italia dal Decreto Ministeriale del 27 marzo 1998 dedicato alle norme in materia di “Mobilità sostenibile nelle aree urbane”. Il testo nasce dagli Accordi di Kyoto del 1997 in merito alla riduzione delle emissioni di gas inquinanti. Il ruolo del Mobility Manager si è poi rafforzato con il diffondersi della pandemia nel 2020 e la costituzione del Decreto Rilancio; il nuovo obiettivo è diventato, infatti, creare un piano di spostamenti casa-lavoro, necessario soprattutto dopo l’aumento dello smart-working.

Il Covid-19 ha innescato una serie di cambiamenti nello svolgimento delle consuete attività quotidiane; tra questi quelli legati alla mobilità. Alla luce dell’emergente situazione il Decreto Rilancio ha riproposto l’importanza del Mobility Management; a tal proposito, il 10 maggio 2021 il Ministro dei Trasporti e delle Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha firmato con il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani il decreto sull’istituzione del Mobility Manager nelle imprese e nelle istituzioni con oltre 100 addetti.

Di cosa si occupa il Mobility Management

“Ripensare i tempi della città, i tempi del movimento, delle scuole, delle persone. Non dobbiamo solo inseguire i cambiamenti ma possiamo gestire questo elemento che incide moltissimo sulla qualità della vita”; con queste parole il Ministro Giovannini ha introdotto l’importanza del Mobility Management e del compito del Mobility Manager nel comprendere come distribuire lo smart-working durante l’arco della settimana. Fino al 2019 questa figura professionale era obbligatoria negli enti pubblici con più di 300 dipendenti e nelle aziende con almeno 800 unità di personale; il Decreto Rilancio impone l’obbligatorietà anche alle società con 100 dipendenti che si trovano in città con più di 50mila abitanti.

Se alla sua origine il focus del Mobility Management era ottimizzare i costi e riporre l’attenzione verso l’ambiente, con l’arrivo del Covid-19 si è aggiunto un nuovo obiettivo: la salute delle persone; attenzione dunque al distanziamento sociale e alla gestione dello smart-working.

Come lavora il Mobility Manager

L’obiettivo del Mobility Manager è la creazione di un Piano Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL); ovvero uno strumento di razionalizzazione degli spostamenti dei dipendenti, realizzato attraverso l’analisi, lo sviluppo e la verifica di una serie di aspetti. Il piano è finalizzato a migliorare la raggiungibilità dei luoghi di lavoro e ottimizzare gli spostamenti; di conseguenza, si prevede, innanzitutto, di ridurre l’uso delle auto private e di evitare gli spostamenti nelle ore di punta. In questo modo si può ridurre l’impatto sull’ambiente, ma anche tutelare la salute delle persone.

Per creare il PSCL, che va presentato entro il 31 dicembre di ogni anno, il Mobility Manager deve effettuare un analisi dell’accessibilità dei luoghi di lavoro, esaminando offerta e domanda di mobilità, attraverso strumenti statistici e di geocoding. È, inoltre, fondamentale conoscere le esigenze del personale e gli impatti ambientali attuali; alla fine verrà formulato un database con le tutte le soluzioni possibili. Utile sottolineare che prima di stilare il piano è, altrettanto, importante conoscere le problematiche connesse al territorio e al posizionamento degli uffici, dei magazzini e dei vari impianti; inoltre, conoscere anche gli spostamenti di fornitori e visitatori oltre quelli dei dipendenti. Questionari e focus group saranno fondamentali per permettere alle persone di esprimere i loro punti di vista. Infine è importante sottolineare che uno degli aspetti fondamentali del Mobility Management è la creazione di una cultura della mobilità sostenibile.

LEGGI ANCHE: L’impennata dei prezzi dell’energia allarma anche l’Ue: “Dobbiamo reagire insieme”

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