Ambiente

Canarie, il vulcano Vieja non si placa e la lava arriva fino all’Oceano

Non si arresta il 'fiume incandescente' a La Pama, gli scienziati lanciano un'allerta anche sulla possibilità di nubi tossiche. Aumentano gli sfollati

La situazione a La Palma nelle Isole Canarie è sempre più allarmante; la lava del vulcano Vieja ha raggiunto l’Oceano e la possibilità di formazione di nubi tossiche si fa sempre più concreta, anche secondo il parere degli scienziati. L’eruzione, iniziata lo scorso 19 settembre, non accenna a fermarsi; dopo oltre dieci giorni la lava ha percorso 6,5 km arrivando a solcare le coste. Neanche la pianura, che si sperava potesse contenere il ‘fiume incandescente’, è riuscita a fermare la corsa verso l’acqua.

È accaduto, purtroppo, ciò che gli scienziati speravano non accadesse, ovvero che la lava arrivasse a toccare l’Oceano. La formazione di nubi tossiche, piogge acide e gas nocivi sembra ormai un’ipotesi più che concreta alle Canarie. Ad allarmare gli scienziati anche le colonne di fumo che si sono formate dall’incontro con la lava (roccia fusa a più di mille gradi Celsius) e il mare (che ha una temperatura di circa 25 gradi Celsius).

Canarie: allarme piogge e nubi tossiche

L’episodio allarmante, secondo quanto si apprende dai media locali, ma anche dai diversi video circolati sul web si è verificato a Tazacorte, nella spiaggia di Los Guirres; il contatto tra lava e Oceano ha creato una colonna di fumo nero, arrivata alla terra ferma attraverso il vento. L’Istituto spagnolo di oceanografia ha fatto sapere che “in meno di 54 minuti si è generato un imponente deposito di oltre 50 metri di altezza“. Come si apprende dai media locali, Ramón Margalef, esperto dell’Istituto spagnolo di oceanografia (IEO), ha spiegato: “La massa ha creato un deposito largo circa 500 metri e ha cambiato il colore dell’acqua circostante“. L’appello agli abitanti, non ancora evacuati, è quello di non uscire di casa e tenere chiuse porte e finestre.

María Jesús Blanco, direttrice dell’Istituto Geografico Nazionale, ha spiegato che la nube al momento sarebbe contenuta ma è consigliato a tutti l’utilizzo delle mascherine Ffp2. Le colate laviche hanno raggiunto 470 ettari di terreno, distrutti centinaia di edifici. Un abitante della zona intervistato da radio Cadena Ser, ha affermato che per ripristinare la situazione ci potrebbero volere anche decenni.

La situazione attuale delle persone sfollate

Nonostante la rete stradale sia fortemente compromessa, oltre 19 km sepolti letteralmente dalla lava, le condizioni del traffico aereo sembrerebbero migliorate; alcune compagnie aeree avrebbero, infatti, annunciato la ripresa dei voli verso La Palma. Intanto il governo spagnolo pare abbia stanziato 5,5 milioni di euro all’Esecutivo delle Canarie per l’acquisto di 107 abitazioni, per ridare una casa (temporanea o definitiva) alle famiglie rimaste senza a causa dell’eruzione; sono previsti, inoltre, altri 5 milioni di aiuti per l’acquisto di beni di prima necessità.

La situazione è ad oggi piuttosto drammatica, sono 981 le case e gli altri edifici danneggiati o totalmente distrutti dalla lava, a renderlo noto il Dipartimento di Sicurezza Nazionale spagnolo. Alcune delle persone sfollate sono state autorizzate a rientrare nelle loro case solo allo scopo di recuperare alcuni beni di prima necessità; ma la situazione resta ancora di estrema allerta. Inoltre ad aggravare le circostanze, come precisa Ansa, nelle aree vicine al vulcano si continuano a registrare fenomeni di natura sismica.

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