Gucci per l’ambiente: obiettivi raggiunti con 4 anni di anticipo

La maison fiorentina esempio di sostenibilità per l'industria della moda

L’industria della moda viene spesso accusata di essere una delle più inquinanti a livello globale. Basti pensare al ricambio di vestiti che è possibile osservare all’interno dei cosiddetti negozi di “fast fashion” e al poco denaro che spesso occorre per acquistare uno dei capi disponibili. La sostenibilità come consapevolezza dell’impatto ambientale è un driver necessario dello sviluppo di queste realtà per l’impatto che ha sulla brand reputation da un lato e sulle scelte dei consumatori più attenti dall’altro. È bene dunque che alcune multinazionali del settore indichino la retta via per quanto riguarda la “rincorsa” a comportamenti maggiormente sostenibili. In questo senso Gucci è attiva da più di un lustro.

L’azienda fondata nel 1921 a Firenze da Guccio Gucci non è infatti esclusivamente tra quelle portabandiera della moda italiana nel mondo. È anche e soprattutto un fulgido esempio di come questo settore industriale possa non solo puntare ad un minor impatto ambientale, ma che possa farlo anche a stretto giro. Il brand internazionale ha infatti recentemente annunciato di aver già raggiunto i risultati ecologici prefissi oggi, ben prima del previsto 2025.

Un esempio da seguire

La casa di moda fiorentina ha infatti pubblicato solo pochi giorni fa il suo primo Impact Report. Questo arriva ad un anno dal lancio delle piattaforme digitali appartenenti al progetto Gucci Equilibrium. Facendo esclusivamente riferimento all’anno 2020 e rapportando i numeri al 2019, l’azienda ha ridotto le emissioni di gas serra del 17%, generando un “danno ambientale” minore per un 9% rispetto all’anno precedente.

Sul medio termine parliamo di una riduzione del 47% delle emissioni e del 44% dell’impatto totale rispetto all’anno in cui è iniziato il trend positivo, ossia il 2015. Il piano di Gucci era infatti quello di rientrare entro certi standard ambientali entro 10 anni. Ci sono già riusciti nella metà del tempo. È assolutamente positivo che un brand di questo genere dimostri come sia possibile pensare al Pianeta mentre si fa business tra i grandi della moda e tenendo alta la reputazione dell’Italia nel mondo.

 

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