La lampada che elimina i batteri: tecnologia al servizio dell’uomo

Inevitabilmente l’uomo si fa in qualche maniera viziare dalla realtà che è abituato a vivere. Da oltre un anno, ad esempio,  stiamo combattendo contro un virus che ha delle dimensioni incredibilmente minute. In questo momento storico siamo dunque molto più attenti a ciò che concerne l’igiene, la pulizia, la salute ed il contatto fisico. Abbiamo infatti capito che la nostra salute e quella dei nostri cari dipende anche da noi e dalle nostre scelte. Anche per ciò che riguarda l’evoluzione tecnologica, in questo momento storico ci si sta rivolgendo molto di più a questo genere di tematiche. Circolando sul web ad esempio ci è capitato di leggere di una nuovissima lampada in grado di eliminare i batteri.

Avete capito bene: parliamo di una nuova tecnologia di illuminazione che è in grado di decontaminare l’ambiente dalla maggior parte dei batteri, senza far uso dei raggi ultravioletti. Se state pensando al virus più famoso del momento, ossia il SARS-CoV-2 vi fermiamo immediatamente: questa lampada non è in grado di sconfiggerlo.

Una svolta potenzialmente epocale

Lo sviluppo di questa nuovissima tecnologia è merito di Linea Light Group. La luce HINS (High Intensity Narrow Spectrum) permetterà agli apparecchi Woofer e Rollip di eliminare all’incirca il 75% dei batteri presenti nell’ambiente che gode dell’illuminazione. Tale idea è nata dall’idea di alcuni scienziati del Robertson Trust Laboratory for Electronic Sterilization Technologies dell’Università di Strathclyde, a Glasgow, Scozia, e rischia di segnare una pagina unica nella storia.

La lampada infatti rappresenta un qualcosa di unico. Non sono utilizzati né prodotti chimici, né tantomeno raggi ultravioletti. Solo e soltanto una luce innocua per l’essere umano e allo stesso tempo utile per il suo scopo più “terreno”, ma al contempo letale per i batteri grazie all’utilizzo della tecnologia HINS. Non ci aiuterà a combattere il Covid-19, è vero, ma certamente a mantenere decontaminati moltissimi ambienti come quelli lavorativi, o, perché no, tantissime realtà ospedaliere.

 

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