Energie rinnovabili 2020: i numeri fanno ben sperare per la transizione ecologica

Il 2020 è stato un anno davvero particolare. La pandemia ci ha presi alla sprovvista ed inevitabilmente ci ha costretti a cambiare le nostre abitudini. In teoria questa modifica ha interessato i nostri usi anche a livello pecuniario: l’economia, per diversi mesi, ha fatto riscontrare una contrazione notevole delle spese, causata prettamente dalla poca libertà di movimento. Ciò però, a conti fatti, sembra non aver realmente influito sul concetto di transizione ecologica a noi tanto caro. La conversione delle macro fonti di energia ha in effetti fatto segnalare dei numeri importantissimi durante il 2020.

Se infatti l’uomo ha placato per un buon periodo la sua voglia di investire in diversi frangenti, tale discorso non vale per le energie rinnovabili. Secondo il rapporto per le potenzialità energetiche del 2021 redatto dall’International Renewable Energy Agency, la transizione ecologica nel 2020 ha fatto segnalare delle cifre mai viste in precedenza. Rispetto all’aumento che fu segnalato nel 2019 rispetto all’anno precedente, parliamo di un 50% in più di espansione.

Numeri importanti nonostante la pandemia

Qualche giorno fa vi avevamo parlato dello scandalo dell’energia prodotta da carbone in territorio cinese. C’è da dire che però il paese orientale è tra quelli che trainano le statistiche anche rispetto alla transizione ecologica, con il coinvolgimento della produzione green che è costantemente in aumento.

Secondo il rapporto dell’Irena, circa l’80% della nuova potenzialità elettrica installata nel 2020 è di tipologia rinnovabile. Di questa, il 91% è rappresentato dal solare e dall’eolico.

La transizione ecologica vede abbandonare sempre di più l’utilizzo dei combustibili fossili in favore di fonti ad impatto pressoché nullo sulla condizione del nostro Pianeta. Oltre ad Europa ed America, per la prima volta nel 2020 abbiamo assistito ad un vero e proprio cambiamento di rotta nella zona dell’Eurasia. Paesi come Armenia, Azerbaigian, Georgia, Federazione Russa e Turchia hanno infatti dato un vero e proprio sprint alla loro produzione di energia pulita.

 

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