Animali da compagnia

Il clima cambia troppo in fretta rispetto all’evoluzione degli animali: la terribile realtà

Il riscaldamento globale è frutto esclusivo del comportamento umano. La nostra specie sta pagando ancora pochissimo rispetto ai danni che ha provocato al Pianeta che la ospita e che rende possibile la vita. Chi invece è vittima sacrificale, almeno per il momento, è il mondo della fauna. Gli animali assistono infatti inermi al cambiamento climatico, e la loro unica speranza di sopravvivenza consiste in una migrazione verso lidi migliori. In alternativa Madre Natura ha pensato di sviluppare delle potenzialità evolutive talvolta sorprendenti. Moltissime specie infatti adattano, nell’arco di poche generazioni, le necessità che l’ambiente impone al proprio organismo. C’è però un problema insormontabile: il riscaldamento globale va a una velocità maggiore rispetto all’evoluzione animale.

Perché non si tratta di cambiamenti che possono essere attuati dall’oggi al domani: l’evoluzione è un processo che richiede tempo e generazioni. Non tutti gli animali hanno però la possibilità di attendere che il tempo necessario trascorra, incorrendo sempre di più nel rischio estinzione.

C’è poco da fare ormai

Una ricerca condotta dall’Università norvegese di scienza e tecnologia ha voluto mettere alla prova una specie proveniente da un habitat molto ristretto delle zone tropicali come il pesce zebra. Il contesto dove è solito nascere e crescere questo animale è uno di quelli che risente maggiormente dell’aumento delle temperature. I risultati dell’esperimento, pubblicati su Proceedings of the National Academy of Science hanno confermato quelle che erano le teorie degli scienziati. L’evoluzione corre decisamente troppo lenta rispetto agli sbalzi di temperatura a cui i pesci zebra sono soggetti.

“Quel che abbiamo verificato è che i pesci zebra possono sviluppare una maggiore tolleranza alla temperatura. Abbiamo ottenuto dei ceppi più resistenti, e questa è una buona notizia” ha spiegato uno dei firmatari dello studio. “Il problema però è che l’evoluzione richiede molte generazioni. Visti i ritmi a cui si scalda il Pianeta, insomma, i pesci che abitano già in habitat al limite delle loro capacità di resistenza termica potrebbero non riuscire ad adattarsi con la rapidità richiesta”.

C’è poco da fare dunque: le nostre colpe sono molte ed anche abbastanza gravi. Non resta che invertire la rotta quanto prima per salvare il salvabile.

 

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