Animali da compagnia

La lumaca di mare che cambia corpo per salvarsi la vita: la ricerca

La natura è costantemente capace di sorprenderci fino a farci rimanere a bocca aperta. L’uomo in effetti, concentrato sul vivere la propria vita a ritmi sfrenati, rischia di perdersi la maggior parte degli spettacoli che il nostro mondo ci offre. Tendiamo inoltre a pensare di essere una delle specie più complicate e “perfette” che Madre Natura abbia mai concepito. Senza nulla togliere a noi stessi però c’è da dire che in moltissimi altri casi, nel mondo animale, si verificano degli avvenimenti che definiremmo sovrannaturali. Pensiamo ad esempio alla lumaca di mare Elysia marginataquesta è in grado di decidere scientemente quando auto-decapitarsi.

Ebbene si, avete letto proprio in maniera corretta. Questo mollusco è infatti letteralmente in grado di abbandonare il proprio corpo stimolando la rigenerazione a partire dalla zona del collo. Ciò non avviene per la totalità degli esemplari della specie, ma solo in casi abbastanza isolati. Alcuni soggetti infatti sono stati capaci di compiere questa assurda trafila anche per due volte. Scopriamo insieme qualche altra caratteristica di questa lumaca di mare.

Un superpotere molto particolare

La ricercatrice della Nara Women’s University che ha dato vita allo studio pubblicato su Current Biology si chiama Sayaka Mitoh ed è una biologa appassionata di varie specie, tra cui la lumaca di mare. Dopo anni di studio, questa ha capito il funzionamento di questa assurda rigenerazione a cui la Elysia marginata è soggetta.

L’abbandono del corpo avviene a causa di un proliferare anormale di parassiti. Grazie ai cloroplasti delle alghe che hanno ingerito in vita, utilizzano gli zuccheri per il sostentamento. Nel frattempo, con il passare dei giorni, dal collo si comincia a generare un nuovo corpo. Nell’arco di un giorno la ferita si rimargina, mentre nell’arco di una settimana questa lumaca di mare ha nuovamente un piccolo cuore che batte.

Tale fenomeno è definito scientificamente come autotomia e, strano a dirsi, non è un’esclusiva della suddetta lumaca di mare.

 

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