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Ikea compra 4000 ettari di foresta per salvare la tartaruga a rischio estinzione

Come ci capita spesso di ripetere, i grandi marchi hanno la necessità di mantenere una reputazione di livello per apparire come dei veri e propri leader nel proprio settore. Poco importa quale sia quest’ultimo, ciò che è fondamentale è che la comunicazione rivolta all’esterno sappia esaltare ciò che l’azienda fa. Se poi alle belle parole si aggiungono i fatti, allora tanto meglio per tutti. Questo è certamente il caso di Ikea, multinazionale svedese nel campo dell’arredamento. L’azienda, coerentemente con la cultura scandinava, sostiene che la questione ambientale sia prioritaria. Proprio per questo Ikea ha acquistato 4000 ettari di foresta nello stato americano della Georgia.

Questo spot naturale è fondamentale per un motivo specifico: è l’habitat della tartaruga gopher, specie a rischio estinzione. Questo immenso terreno verrà gestito con la collaborazione dell’organizzazione no-profit The Conservation Fund. Tale acquisto si va ad aggiungere alla già vasta gamma di iniziative simili messe in atto dalla multinazionale svedese. Ikea infatti è proprietaria di circa 250 mila ettari di foreste divise tra Europa e Stati Uniti.

Una gestione saggia

Raccontare bugie non ha certamente senso in questi casi. Indubbiamente una nuova fonte di legno può far comodo ad una multinazionale che tematizza il suo inventario proprio su questo materiale. Il punto però è, come anticipato, quello della reputazione. Un’azienda come Ikea deve agire alla luce del sole, ed una gestione limpida del taglio di una foresta in Georgia è certamente preferibile ad una deforestazione illecita.

Sapere inoltre che grazie a questo gesto si proverà a salvare una specie a forte rischio estinzione, non può che risultare come un incentivo. La speranza dunque è che il taglio degli alberi avvenga in modo coscienzioso, nel massimo rispetto dell’habitat della tartaruga gopher. Confidiamo nella serietà di Ikea e speriamo di potervi raccontare nuove iniziative del genere in un prossimo futuro. Ci auguriamo inoltre che la condizione di questa tartaruga possa migliorare nei prossimi anni.

 

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