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La storia di Koko: il gorilla che parlava nella lingua dei segni

Quando l’uomo pensa che la sua specie sia definibile la più intelligente del Pianeta dovrebbe probabilmente pensare alle conseguenze generate dalle proprie azioni. I cambiamenti climatici in effetti sono stati incentivati dai nostri comportamenti sconsiderati e solo recentemente stiamo cominciando a fare dell’autocritica. In ogni caso, tutti gli uomini che si trovano ad avere una determinata convinzione probabilmente non hanno mai sentito parlare del gorilla Koko.

Parliamo di una femmina nata nel 1971 allo zoo di San Francisco. La maggior parte della sua vita però l’ha trascorsa a Woodside, in California, nei pressi della tenuta della Gorilla Foundation. Se non vi è mai capitato di conoscere Koko, vi invitiamo ad aprire YouTube e a vedere i moltissimi video di cui è stata protagonista. Il gorilla, morto nel 2018 all’età di 47 anni, presentava una caratteristica incredibile. Koko infatti capiva perfettamente la lingua inglese ed era in grado di comunicare con l’uomo tramite la lingua dei segni (American Sign Language o ASL). Secondo un conteggio effettuato dalla sua istruttrice Francine Patterson i segni appresi da Koko hanno largamente superato le 1000 unità.

Una storia incredibile

Questo gorilla era evidentemente dotato di un’intelligenza superiore alla media. Basti pensare che “inventò” senza input alcuno la parola “anello”. Fu infatti capace di unire il concetto di dito a quello di braccialetto, facendosi dunque capire perfettamente.

Tra gli episodi più celebri che hanno visto coinvolta Koko c’è sicuramente l’incontro che ebbe con Robin Williams nel 2001. L’attore ed il gorilla infatti girarono assieme uno spot volto a sensibilizzare la popolazione americana sulla difesa della specie. Dopo un’amicizia durata oltre 13 anni, il gorilla pianse alla notizia della morte del suo amato Robin. Altro episodio sensazionale fu quello che vide protagonista Koko ed un gattino. Il gorilla infatti fece capire ai ricercatori che avrebbe volentieri accudito un piccolo felino. Dopo che questi portarono a Koko un peluche, lei rimase estremamente delusa, comunicandolo senza fronzoli.

All’arrivo del suo compleanno però ricevette un gatto in carne ed ossa. Questo probabilmente era spaventato dalla stazza di Koko, ma lei se ne prese cura con un sentimento di amore sincero, proprio come se fosse suo figlio. Che spettacolo la natura!

 

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