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Il consumo di pesce pro capite è in aumento: gli italiani ne mangiano 30kg l’anno

Come ormai avrete capito, molto spesso ci piace giocare con le statistiche che possono essere raccolte navigando sul web. Le indagini di mercato, ma anche le ricerche scientifiche, si basano su dati raccolti su campioni di popolazione: studiando le abitudini appartenenti a questi ultimi, è possibile fare delle assunzioni sull’argomento oggetto dello studio. Nel caso odierno, ci è capitato di osservare i numeri riguardanti il “seafood consumption per capita”, ovverosia il consumo di pesce medio nazionale dei cittadini.

I dati, riferiti al quadriennio 2014-2018, mettono in luce alcune abitudini alimentari profondamente differenti a seconda della zona del mondo e della popolazione in analisi. Vediamoli nel dettaglio.

Quanto pesce mangiamo?

Partiamo subito col dire che, a livello mondiale, questa media ha visto un leggero incremento: si è passati dai 19.9 ai 20.5 chilogrammi a persona. Ma, come già anticipato, i dati variano molto a seconda dell’area in analisi.

Il consumo di pesce pro capite in Italia ad esempio è di circa 30 chili annui a persona. Nella penisola iberica (Spagna e Portogallo) la media è di 49.5 chilogrammi, mentre in Francia si arriva a 33 chili annui pro capite. In cima a questa speciale classifica possiamo osservare, per distacco, l’Islanda: nell’isola atlantica infatti si arriva ad un consumo di pesce annuo pro capite pari a 92 chilogrammi.

L’area che invece fa segnare i numeri più bassi è certamente quella balcanica: si calcola che in Ungheria, Bosnia, Serbia e Macedonia il consumo di pesce arrivi a stento a 6 chilogrammi annui a persona.

Infine, un piccolo focus oltreoceano: un cittadino statunitense acquista pesce fresco in media 4.3 volte ogni anno. Di contro, lo stesso gesto, ma con protagonista la carne, avviene 27 volte. Insomma, dati del genere ci mostrano come molte popolazioni tendano ancora a preferire i frutti della terra rispetto a quelli del mare. Sarebbe piacevole osservare una tendenza contraria, poiché conosciamo perfettamente l’impatto che gli allevamenti intensivi relativi alla produzione di carne hanno sul nostro Pianeta. Ciò non significa che non esistano produzioni intensive di pesce: semplicemente queste sono molte di meno rispetto alle sovracitate.

 

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