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I CANI ANNUSANO IL VIRUS: LA RICERCA REGALA RISULTATI SORPRENDENTI

Siamo perfettamente a conoscenza delle emozioni che alcuni animali sono in grado di regalarci. Soprattutto per quanto riguarda le specie considerate “pet”, ovvero da compagnia, le sensazioni sono molto simili a quelle riscontrabili dal rapporto con un vero e proprio membro della nostra famiglia. Questi inoltre sanno rendersi utili in moltissimi campi della vita umana. Se vi dicessimo che alcuni cani sono in grado di scovare la presenza di virus all’interno del sudore umano ci credereste?

Sappiamo benissimo che l’olfatto dei cani ha delle potenzialità immense, ma il fatto che possa riuscire a riconoscere la presenza di virus costituisce una novità assoluta. Ma vediamo nel dettaglio i dettagli di questa ricerca rivoluzionaria…

Mi “Fido” di te

Il naso di questo animale ha una sensibilità unica e l’uomo con il tempo ha imparato a “sfruttarla” in moltissimi frangenti. Non vi suonerà come una novità infatti la presenza di cani poliziotto in affiancamento a degli artificieri o nei controlli antidroga. Ma anche nella medicina questi hanno un ruolo da protagonisti: sono infatti capaci, se istruiti, a riconoscere la presenza di tumori.

La ricerca pubblicata su Plos One e condotta dall’Université Paris Est non ha alcun dubbio: dopo un addestramento mirato, i cani sono in grado di riconoscere la presenza del virus Sars-Cov-2 nel sudore umano. In un momento di massima allerta, in moltissime zone del mondo si stanno cercando soluzioni efficaci per contrastare il contagio.

Per ciò che riguarda la sperimentazione avvenuta nell’aeroporto di Helsinki, l’efficacia di queste rilevazioni è arrivata a sfiorare il 100% del campione. Come detto, la procedura è abbastanza semplice e soprattutto effettuata con un metodo classico. I cani infatti vengono addestrati a riconoscere l’odore del virus per qualche settimana, per poi entrare in azione sul campo. Al momento rimane ancora un progetto agli albori: se confermato però, questa potrà rappresentare una seria alternativa alle metodologie di screening anti-Covid utilizzate fino ad oggi.

 

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