Più andiamo avanti negli anni, più il termometro diventa protagonista della nostra vita. Purtroppo nella maggior parte dei casi però il senso di questa frase è da intendere nel peggiore dei modi. L’uomo infatti, nonostante una sufficiente conoscenza della natura e dei suoi equilibri ha scelto costantemente di dare la precedenza all’interesse economico piuttosto che al rispetto del Pianeta. L’inquinamento ha dunque provocato un innalzamento delle temperature che rischia di essere fatale a tutte le forme di vita presenti sulla Terra.

Il termometro occorre inoltre per misurare la temperatura del nostro corpo. Ultimamente la quota dei “37.5°” è diventata un vero e proprio spauracchio: questa cifra infatti è indicata come quella sintomatica di un contagio da Covid-19. Al di la di ciò, siete sicuri di conoscere la temperatura media del corpo umano?

Terra su, uomo giù

Una ricerca scientifica, recentemente, si è posta questo esatto quesito. Chiunque risponderebbe che in media questa dovrebbe stanziarsi sui 36.5 gradi, con uno scostamento differente per ogni soggetto ma mai troppo lontano dal suo centro.

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Effettivamente è proprio così, ma questa regola non vale per tutti. Un lavoro firmato da un pool di esperti provenienti da ogni parte del mondo e pubblicato su Science Advances ha analizzato il particolarissimo caso della popolazione Tsimané, originaria dell’Amazzonia boliviana.

Il termometro in questo caso, durante i 16 anni di raccolta dati, ha testimoniato un abbassamento medio di di 0,05° ogni 12 mesi. Per fare un paragone, la stessa modifica di temperatura è stata riscontrata su un campione di popolazione statunitense nell’arco di due secoli.

Le teorie per spiegare questa importante discesa sono un paio: la prima sostiene che il vestiario stagionale ha una rilevanza non indifferente per il nostro corpo. La seconda invece fa riferimento al sistema immunitario. La media delle infiammazioni da combattere è scesa drasticamente in epoca moderna: ciò comporterebbe dunque un down nelle temperature medie corporee. In ogni caso si tratta di qualcosa di particolarmente singolare in un’epoca in cui il termometro alto rischia di essere la nostra più grande condanna, in tutti i sensi.