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MCDONALD’S E ENELX, ACCORDO STORICO: PANINO E RICARICA AUTO ELETTRICA

Molto spesso ci lamentiamo ardentemente del disinteresse che la nostra specie dimostra nei confronti della natura. Certo, utilizzare una terminologia del genere, non entrando nel dettaglio della questione, alcune volte può essere fuorviante. Spesso infatti accusare il cittadino singolo è qualcosa di ingiusto, dal momento in cui una persona qualunque potrebbe difendersi palesando i propri intenti volti all’ecologia.

Il nostro riferimento, come ovvio, è alla maggioranza della popolazione ma soprattutto a chi governa quest’ultima. In generale comunque, chi dovrebbe dare l’esempio in materia ambientale sono le multinazionali, intese in senso ampio: la loro attività, espansa su tutti i continenti, può fare la differenza se focalizzata in maniera corretta.

Il tempo di un Big Mac

Come ripetiamo spesso infatti, i grandi marchi hanno una grandissima responsabilità. Questa è sia attiva (sensibilizzazione dei clienti) che passiva (mostrarsi attivi in materia ambientale). Negli ultimi giorni, per quanto riguarda la realtà italiana, è stata annunciata una collaborazione storica.

Parliamo dell’accordo siglato tra McDonald’s ed EnelX: il primo è probabilmente il “fast food” più celebre del mondo, mentre la seconda è la branca più “green” del colosso dell’energia italiano. Nel prossimo futuro, grazie a questo agreement, chi possiede un’auto elettrica potrà ricaricarla mentre gusta un Big Mac.

“Curiosamente il tempo medio di ricarica per un’auto elettrica è di 30 minuti, esattamente lo stesso periodo che in media un cliente passa all’interno di uno dei nostri ristoranti. Così, mentre si gusta un menu, si può ricaricare l’auto e poi ripartire, contribuendo, grazie all’elettrico, a un minor impatto ambientale.”

Parola di Tommaso Valle di McDonald’s Italia.

Le colonnine di ricarica previste dall’accordo sono un centinaio, di cui 6 sono già in funzione oggi. Si prevede di concludere le installazioni lungo lo Stivale e di rendere disponibile il tutto entro la fine del 2021. Una bella notizia che regala una speranza concreta: vedere l’Italia affrontare la transizione energetica nella maniera corretta.

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