Sembra passato davvero tantissimo tempo da quando vi abbiamo dato notizia della fine degli incendi che hanno mutilato l’Australia. In realtà ciò è accaduto solamente otto mesi fa, dopo quasi un anno ininterrotto di fiamme in moltissime parti del continente.

Vi abbiamo raccontato in maniera piuttosto dettagliata l’accaduto, dando lo spazio necessario ad una tragedia di tale portata. A livello di vittime umane, i dati ufficiali raccontano una perdita di 33 vite. Senza svalutare queste ultime, i danni maggiori li ha subiti sicuramente la natura. Circa 17 milioni di ettari di terreno sono andati distrutti: con loro anche un quantitativo superiore al miliardo di animali. Tra questi anche un quantitativo spaventoso di koala, specie endemica dell’Australia.

La storia infinita

Effettivamente le storie da raccontare con protagonisti alcuni esemplari di questo piccolo mammifero marsupiale sono state tante. Vi abbiamo riferito con molto piacere di raccolte fondi e di salvataggi insperati, contando sul fatto che finalmente, per questa specie, il calvario fosse finito.

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Così purtroppo non è: pochi giorni fa infatti il ministro dell’ambiente Sussan Ley ha acconsentito l’ampliamento di una cava a Port Stephens. Questo prevede la distruzione di circa 52 ettari di terreno. Parliamo della regione del New South Wales, dove il koala è considerato “in pericolo” e dove sono stanziati la maggior parte degli esemplari ancora in vita.

Mosse dalle fortissime proteste delle associazioni animaliste, le autorità hanno assicurato che si provvederà a trovare un nuovo habitat per le bestie coinvolte nel processo di disboscamento. Una soluzione di riparo insomma: la priorità, come spesso accade, è data agli interessi economici piuttosto che a quelli ambientali.