In questo momento storico stiamo assistendo ad uno degli scempi più assurdi che si siano mai verificati. Sono anni infatti in cui, nonostante moltissimi attivisti protestino sul tema, il disboscamento continua a veder aumentare i propri numeri.

Il vero dramma è che l’uomo stesso è fautore del proprio destino. Non è infatti un caso che la nostra epoca sia quella in cui i cambiamenti climatici stiano cominciando ad avere un fortissimo impatto sulla realtà di tutti i giorni. Fortunatamente però non va sempre tutto male: oggi vogliamo parlarvi della macchia verde che si estende in uno dei paesi più famosi e chiacchierati dell’intero Pianeta: la Cina.

Le cifre sono incoraggianti

Come è ovvio che sia, le dimensioni di cui andremo a parlare sono drasticamente maggiori rispetto alle nostre abitudini. Vi basti pensare che i boschi, nel paese orientale, ricoprono una superficie pari a 7 volte quella dello Stivale, per un totale di 220 milioni di ettari. 

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Uno studio pubblicato qualche giorno fa su Naturemette in luce delle cifre che, nonostante la crisi climatica in atto, lasciano ben sperare. Secondo il pool di esperti provenienti da tutto il mondo che ha redatto questo lavoro, le foreste cinesi sono in grado di catturare circa il 45% della CO2 prodotta dallo stesso paese.

La Cina è uno dei più grandi produttori di gas serra al mondo, ma le sue risorse forestali sono in continua crescita da 30 anni a questa parte.

Certo, non si tratta di numeri da fantascienza: realisticamente però sono molto alti, anche visto l’impatto che, a livello industriale, il paese asiatico potrebbe avere ed effettivamente ha su scala mondiale. Con la speranza che queste cifre possano migliorare ulteriormente, il prossimo obiettivo di Pechino è ben chiaro: raggiungere la carbon neutrality entro il 2050.