Ambiente

CAMBIAMENTI CLIMATICI: NELL’OCEANO ATLANTICO SEMPRE PIÙ TEMPESTE TROPICALI

Il clima, inevitabilmente, risente in maniera considerevole delle azioni umane. Volente o nolente, la nostra specie ormai si è caricata di una triste responsabilità e non ci resta che limitare, per quanto sia possibile, i danni. La natura infatti ha previsto da sempre degli equilibri da questo punto di vista: questi ultimi sono stati intaccati dall’arroganza dell’uomo nel protrarre ripetutamente dei comportamenti non funzionali al mantenimento dello status quo.

Ci troviamo dunque di fronte a delle criticità insolite per quanto riguarda il meteo. Non tutte le zone del mondo sono solite infatti affrontare gli stessi livelli e lo stesso tipo di precipitazioni. Ad oggi, in questo senso, stiamo riscontrando un cambiamento piuttosto radicale. Ma entriamo nel dettaglio…

C’era una volta il clima Mediterraneo

Il continente europeo, in linea di massima, è contraddistinto da un clima piuttosto mite. Certo, è sbagliato generalizzare, visto che l’estensione geografica non è affatto ridotta. In Sicilia non deve e ragionevolmente non potrà mai esserci il clima che possiamo trovare in Islanda. È un dato di fatto però che purtroppo anche tali sicurezze vadano messe in discussione.

Come detto infatti le precipitazioni e le stesse perturbazioni madri di queste ultime dovrebbero avere delle caratteristiche differenti a seconda della latitudine. Fin dal 2005 invece, successivamente alla tempestaDelta” che si è abbattuta sulle Isole Canarie, è sempre più frequente l’osservazione di quelli che definiremmo in tutto e per tutto “cicloni tropicali” tipici della zona caraibica. Alex, Ophelia, Leslie, Pablo e Theta ad esempio hanno avuto tutti origine nell’Oceano Atlantico ed hanno insidiato una moltitudine di zone, anche sulla terraferma continentale.

Questi perlopiù si sono verificati nell’area compresa tra le già citate Canarie, le Azzorre, Madeira, le Selvagge e addirittura la parte meridionale della penisola spagnola. Insomma, sembra evidente che la transizione provocherà, una volta conclusa, un restyling delle definizioni. L’uomo dunque potrà “fregiarsi” di ciò, rigorosamente recitando un grandissimo mea culpa.

 

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