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MAR ADRIATICO, UN PESCE PESCATO SU CINQUE HA INGERITO DELLA PLASTICA: NUMERI DA BRIVIDI

Quando pensiamo ad una cena galante o anche solo in compagnia di un invitato speciale, difficilmente non prenderemo in considerazione l’idea di mangiare del pesce fresco. Soprattutto nell’eventualità in cui la nostra residenza sia vicina ad una località marittima, questa scelta sembra essere sempre tra le migliori in termini qualitativi.

In Italia ad esempio abbiamo una cultura alimentare molto variegata. Possiamo trovare infatti tra i piatti tipici risotti, carne, frutti di mare e chi più ne ha più ne metta. Nonostante si voglia intraprendere una scelta di qualità, spesso dimentichiamo un rischio che corriamo ogni volta che ingeriamo del “pescato“…

Siamo ciò che mangiamo

Si tratta di una punizione che in qualche maniera, filosoficamente, quasi meriteremmo. Aver reso possibile l’inquinamento dei nostri mari con materiali plastici presenti in tutti i fondali limitrofi alla nostra penisola è un qualcosa che ci coinvolge tutti, dalla prima all’ultima persona.

Secondo un’indagine dei dati facenti parte del progetto di ricerca “AdriCleanFish“, circa il 20% dei pesci pescati nel Mar Adriatico ha digerito dei residui plastici. Questi animali, pragmaticamente, sono gli stessi che poi finiscono all’interno dei nostri piatti preferiti. Dovremmo dunque riflettere rispetto ad ogni piccolo gesto che favorisce questo processo.

I risultati ottenuti evidenziano una concentrazione media di microplastiche in superficie per l’intera area di studio monitorata in linea con i valori medi presenti nel bacino Mediterraneo, confermando come il Mare Nostrum risulti essere uno tra le aree più impattate da microplastiche a livello mondiale”

Parlando della nostra salute, c’è da fare una puntualizzazione. Nella maggior parte dei casi, questi residui plastici rimangono all’interno dell’apparato digerente del pesce, ovvero nella parte considerata “scarto“. Ecco perché, per nostra fortuna, questo problema non ha mai realmente coinvolto i cittadini italiani. Ma, purtroppo sarà esclusivamente una questione di tempo se la rotta non verrà invertita prima di subito.

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