Nell’ultimo periodo abbiamo capito che la stagione più calda ci ha definitivamente abbandonati. Per tornare sulla spiaggia e godere dei raggi pieni del sole dovremo dunque aspettare qualche mese. La speranza è che i numeri relativi ai contagi di Coronavirus tornino a scendere, visto l’incremento che stiamo purtroppo riscontrando negli ultimi giorni.

In ogni caso è tempo di proiettarsi nella modalità invernale: cappotto, sciarpa e bibite calde ci accompagneranno per diversi mesi. Oggi vogliamo parlarvi del carcadè, infuso proveniente dalla tradizione africana, sperando che possa interessarvi a tal punto da provarlo nel prossimo futuro. Non si tratta di una bevanda qualunque: vediamo insieme le sue proprietà

Rosso ed aspro

Se facessimo riferimento alla memoria dei nostri nonni, probabilmente questi riconoscerebbero il nome del carcadè come qualcosa di familiare. Effettivamente questo è stato considerato per molti anni come una bevanda di largo consumo nel nostro paese, essendo di origine eritrea, vecchia colonia italiana.

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L’utilizzo odierno, geograficamente, è prettamente rivolto all’Egitto. Le sue proprietà astringenti infatti aiutano a combattere la disidratazione ed il caldo torrido tipico del clima desertico. Diuretica, lassativa, antinfiammatoria e lenitiva, questa bevanda sembra essere piena di pregi e priva di qualunque tipo di difetto.

La sua origine è quella del calice carnoso del fiore dell’hibiscus: come ovvio, anche questa pianta trova le sue origini nella zona dell’Africa settentrionale. Il colore rosso ed il suo sapore leggermente aspro la rendono unica nel suo genere. È consigliabile provare l’infusione con acqua calda, come se fosse un the qualunque. Non sfigura però certamente a temperatura ambiente. Provatela e fateci sapere!