Ambientericiclo e fai da te

GREENPEACE AVVERTE: IN SPAGNA SOLO UN CONTENITORE PLASTICO SU QUATTRO VIENE RICICLATO

Gli ultimi anni hanno fatto segnalare una presa di coscienza molto importante da parte della comunità mondiale. Dopo l’abuso sfrenato dei prodotti derivanti dal petrolio, ci siamo resi conto che questi hanno inficiato sul nostro Pianeta in moltissimi frangenti.

Prima fra tutti certamente l’estrazione di quest’ultimo arrivata agli sgoccioli: la riserva infatti sta per terminare. In secondo luogo, la combustione dei combustibili fossili, in senso ampio, sta scaturendo moltissimi danni al nostro clima. Infine, la plastica: i polimeri sintetici infatti, nella maggior parte dei casi, derivano proprio dall’oro nero. Questa è stata prodotta in quantitativi inimmaginabili, e riciclarla non è facile come avremmo pensato. Ciò, accompagnato da una fortissima inciviltà, scaturisce un accumulo anche in natura.

Numeri troppo bassi

La Spagna, come moltissimi altri paesi europei, non è in grado di smaltire tutta la plastica che i suoi cittadini producono. Fino al 2018, circa il 60% dei rifiuti di questo tipo era esportato in Cina: in questa maniera si alleggeriva molto il carico per le centrali iberiche.

Dopo il blocco di due anni fa appunto, la Spagna deve cavarsela in solitaria. Ed ecco che, negli ultimi tempi, sono stati scovati alcuni traffici illegali rivolti alla Malesia. In ogni caso, secondo Greenpeace, la macchina del riciclo non è affatto oliata e funzionante.

La ong infatti sostiene che esclusivamente un 25% dei rifiuti plastici prodotti in Spagna siano realmente riciclati. Un numero troppo basso per un paese che, indubbiamente, è tra quelli più importanti d’Europa e di conseguenza del mondo.

Non solo: secondo Greenpeace, Ecoembes, la società addetta alla raccolta e allo smaltimento di questo tipo di rifiuti, ha approvato dei roghi atti ad eliminare una parte della materia stoccata. Ciò sarebbe gravissimo, con conseguenze più che deleterie per il nostro amato Pianeta.

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