Come vi ricordiamo fin troppo spesso, la presenza umana su questa Terra sta generando una serie di catastrofi senza alcun precedente. Sbagliamo a generalizzare, ma purtroppo il protrarsi del disinteresse nei confronti del Pianeta non può che scaturire qualcosa di nefasto.

Non dovrebbe esistere infatti un campo in cui l’ecologia e soprattutto il rispetto ambientale non siano in primo piano, affrontati come priorità. Se pensassimo che i cambiamenti climatici possano inficiare esclusivamente sui ghiacci, ci sbaglieremmo di grosso. Ad esempio non terremmo conto del contenuto di due ricerche rese pubbliche qualche giorno fa, che sostengono una teoria spaventosa. Ecco di cosa si tratta.

Prevenire il peggio

L’aumento delle temperature inficerà sulle strutture architettoniche, rischiando di renderle non sicure nel giro dei prossimi 50 anni. Questo è ciò che sostengono le pagine degli studi effettuati da Fondazione CMCC e Joint Research Centre. Questi costituiscono il “comitato scientifico” della Commissione Europea, ed hanno suggerito un cambiamento importante negli standard continentali sulle costruzioni.

--pubblicità--

L’aumento di 3/5 gradi previsto nel prossimo mezzo secolo infatti potrà cambiare le logiche riguardanti la dilatazione termica, con conseguenti possibili danni importanti alle strutture. La realtà del 2070, a livello climatico, sarà profondamente differente da quella odierna, e la situazione va affrontata con molto anticipo per assicurare efficienza e sicurezza.

Uno dei due studi si focalizza prettamente sull’aumento previsto dei valori dell’umidità. Questa non farà altro che ridurre il periodo medio di vita utile di una struttura. Ciò che entrambi gli studi suggeriscono, come prevedibile, è una svolta a dei materiali sostenibili e non soggetti a questo tipo di corrosione. Vedremo nel prossimo futuro se qualcosa cambierà realmente.