Il discorso relativo alla deforestazione purtroppo rimane sempre molto attuale. Nonostante questo processo sia divenuto “celebre” da ormai alcuni decenni, il taglio degli alberi nelle macchie verdi in giro per il mondo sembra continuare imperterrito. Il motivo, purtroppo, è sempre il medesimo. L’uomo infatti, di fronte agli interessi economici, finisce per dimenticare anche ciò che dovrebbe avere la priorità: il rispetto nei confronti della natura.

Quello che è considerato il “polmone verde” del Pianeta, ovvero la foresta amazzonica, è la vittima preferita di questa indecente attività. Il suo pregio in qualche maniera finisce per essere il suo stesso difetto: l’area vastissima purtroppo non può ricevere un controllo costante. In questa maniera l’uomo può compiere l’ennesimo scempio

Coragem Brasil!

Purtroppo, ogni volta che leggiamo dati relativi alla deforestazione in Amazzonia, la situazione sembra farsi più grave. Negli ultimi giorni, l’ente incaricato per il monitoraggio di questo processo, ovvero l’INPE, ha rilasciato un report che dipinge una situazione ai limiti del concepibile.

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L’istituto ha quantificato le aree soggette al processo della deforestazione per circa 964 chilometri quadrati della foresta pluviale nel mese di settembre 2020. Si tratta del secondo dato più alto di sempre, dopo i 1.454 dello scorso anno. Il trend dell’ultimo decennio, come presumibile, è stato invertito a causa degli effetti della pandemia di Coronavirus. Il Brasile infatti è disgraziatamente sul podio mondiale, sia per quanto riguarda i contagi che per i decessi.

Certamente, visti i numeri riscontrati e considerando che l’area amazzonica copre il 59% del suolo carioca, siamo di fronte ad una crisi totale di questo splendido ed unico paese. Coragem Brasil!