L’uomo, da quando ha notato l’esistenza della volta celeste sopra la propria testa, si è interessato a studiarla e a tentare di capirla. Solo in epoca moderna, dopo il primo volo di Jurij Gagarin nel 1961 a bordo della Vostok 1, abbiamo avuto la possibilità di visitare lo spazio.

Filosoficamente parlando però siamo sempre stati molto curiosi rispetto alla possibilità che esistano forme di vita alternative a quelle che conosciamo sul nostro Pianeta. Ancora oggi abbiamo una possibilità abbastanza limitata: il solo Sistema Solare infatti ha delle dimensioni incredibili, impossibili da coprire con le navicelle odierne. Dobbiamo dunque farci bastare dati raccolti da osservazioni fotografiche nella maggior parte dei casi. Qualche giorno fa però è avvenuta una scoperta che ha scioccato il mondo intero….

Tutto è possibile

Nel 2017, Jane Greaves dell’Università di Cardiff ebbe i primi riscontri grazie al James Clerk Maxwell Telescope, uno strumento in grado di raccogliere onde submillimetriche installato a oltre 4.000 metri di quota alle Hawaii

Secondo quanto riportato sulla ricerca apparsa su Nature Astronomysarebbero state osservate delle particelle di fosfina nell’atmosfera di Venere. Si tratta di un gas composto da un atomo di fosforo e tre di idrogeno, tipico dei pianeti “terrestri”. Questa consisterebbe dunque in una prima forte ipotesi della presenza di forme di vita microbiotiche sul corpo celeste dedicato alla dea romana dell’amore.

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I dati della Greaves parlano di una concentrazione di questo gas pari a 10-30 parti per miliardo. Sulla Terra, dove è prodotto principalmente dai microbi e dalle industrie umane, la quantità è, globalmente, mille volte più bassa, e arriva alle quantità venusiane in alcune nicchie ecologiche