Una persona qualunque, nel mondo del 2020, conosce almeno a grandi linee la situazione in cui versa il Pianeta sul quale vive. La Terra infatti non sta affatto vivendo il suo momento migliore sotto una serie infinita di punti di vista. C’è da ammettere che, negli ultimi anni, la sensibilità rispetto alla crisi ambientale in atto sta crescendo, grazie e soprattutto all’esposizione di alcuni personaggi del calibro di Greta Thunberg.

Diamo per scontato che il nostro Pianeta ci rispetti, quando siamo i primi a non fare altrettanto con lui. Amiamo passeggiare all’interno di riserve naturali, osservando la bellezza e le peculiarità dei luoghi, ma poi lasciamo l’imballaggio del nostro pranzo al sacco su un prato. Questo piccolo gesto costerà carissimo ad un ecosistema che ormai sta rischiando il tracollo.

Punizione esemplare

Purtroppo, l’esempio che abbiamo utilizzato in precedenza non è affatto casuale. Negli ultimi giorni infatti è divenuta famosa una vicenda che ha attirato l’attenzione dei mass media di tutto il mondo. Un gruppo di escursionisti nel Parco Nazionale Khao Yai in Thailandia, riceverà a casa il pattume di plastica che ha lasciato in mezzo alla natura solo qualche giorno fa.

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Si tratta di una “punizione” abbastanza particolare, pretesa dal ministro dell’ambiente Warawut Silpa-Archa. Quest’ultimo ha dichiarato:

“Voglio che questo incidente serva come un messaggio forte e chiaro a tutti i visitatori del parco, tailandesi e stranieri, che non tollereremo questo tipo di comportamento egoistico e sconsiderato”

Ancora una volta dunque, le misure anti-contagio sembrano aver dato degli ottimi frutti. Le persone infatti sono obbligate a comunicare nominativi e recapiti nel momento in cui si recano all’interno del Parco Nazionale. Certo, l’ideale sarebbe un cambiamento di mentalità radicale, ma nell’attesa ci possiamo accontentare di una punizione esemplare.