Tendiamo moltissime volte, per nostra indole, a cavalcare alcuni stereotipi senza far riferimento a dei numeri ben precisi. Sappiamo benissimo ad esempio che non rispettare l’ambiente può avere delle conseguenze tragiche, soprattutto relativamente al medio/lungo periodo di analisi.

Questo è un concetto che andrebbe approfondito ogni giorno di più, poiché le implicazioni sono realmente infinite. Molto spesso vi riportiamo notizie di report ambientali in riferimento al processo dei cambiamenti climatici. Oggi invece vogliamo parlarvi di un rapporto pubblicato dalla Agenzia Europea per l’Ambiente: i numeri riportati sono abbastanza angoscianti. Purtroppo infatti la superficialità con la quale affrontiamo il rapporto con il nostro Pianeta ha anche moltissime implicazioni istantanee.

Più di una strage

Se infatti l’aumento delle temperature scaturisce un processo terribile, questo rimane comunque un qualcosa per cui le conseguenze si palesano lentamente nel tempo. Lo smog invece, oltre ad essere fondamentalmente la causa primaria dei cambiamenti climatici, lo è anche della salute dei cittadini.

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Nello specifico, il rapporto a cui abbiamo fatto riferimento poco fa sostiene che circa il 13% delle morti nell’Unione Europea abbiano una tangenza con l’inquinamento dell’aria.

Le persone più povere sono esposte in modo sproporzionato all’inquinamento e alle condizioni meteorologiche estreme. Ciò è correlato al luogo in cui vivono, lavorano e vanno a scuola, spesso nelle aree socialmente svantaggiate e nei quartieri periferici

Lo studio fa riferimento ai dati del 2012, anno in cui 630 mila persone hanno perso la vita per cause attribuibili all’ambiente maltrattato e allo smog nei 27 paesi che compongono l’UE. Come prevedibile, il cancro è la malattia che ha causato più decessi, assieme ad alcune patologie cardiovascolari.