Negli ultimi anni ci siamo abituati a ricevere degli input abbastanza negativi per ciò che riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Il fatto che molte amministrazioni comunali abbiano favorito l’espansione della raccolta differenziata sembra non essere bastato al nostro paese per essere considerato realmente amico dell’ambiente.

La retorica inevitabilmente risulta essere critica, visto il poco rispetto di alcuni dettami molto semplici anche da parte di chi dovrebbe dare l’esempio. Quello dello smaltimento dei rifiuti generici, e nello specifico di quelli plastici è un problema che non va affatto sottovalutato. Le conseguenze infatti sono ben visibili sulle spiagge di tutto il mondo: milioni di bottigliette e di residui giacciono tra spiagge e fondali marini. Questi provocano un danno non indifferente all’ecosistema, arrivando ad inficiare anche sulla stessa salute umana.

Madre natura ci aveva pensato

Fortunatamente però ogni tanto abbiamo l’occasione di raccontarvi qualche buona notizia rispetto a questo problema. La ricerca infatti continua a sviluppare sistemi di smaltimento sempre più fantasiosi ed efficaci. Oggi vogliamo raccontarvi dei risultati di una ricerca apparsa su Nature negli scorsi giorni: si è scoperto un enzima proveniente dal compost, utilissimo per uno smaltimento rapido ed efficace dei materiali plastici.

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Carbios, un’azienda francese che si occupa di materie plastiche sostenibili, ha sta testando l’efficacia di questa incredibile scoperta. Sembra infatti che questo enzima, derivante dal compost delle foglie, sia in grado di velocizzare il processo di eliminazione del polietilene. I risultati dei test sono spaventosi: una tonnellata di bottigliette si è degradata del 90% in circa 10 ore.

La biotecnologia fa passi da gigante: questo enzima si può estrarre anche dai funghi, favorendo dunque un taglio relativamente ai costi di produzione. Che si tratti di una svolta epocale?