Fare un certo tipo di discorsi nell’anno 2020 ci sembra davvero retrogrado. Eppure, purtroppo, siamo qui a dovervi raccontare l’ennesima scelta politica discutibile presa da amministrazioni che non sembrano aver a cuore il destino del Pianeta e dei suoi abitanti.

In questa definizione non includiamo esclusivamente la specie umana: tutte le forme di vita, nel complesso, meritano un rispetto che con il tempo sembra svanire. L’episodio a cui facciamo riferimento oggi è la revoca della protezione dalla caccia per il lupo grigio, una tipologia endemica dell’America settentrionale. L’amministrazione guidata da Donald Trump, negli Stati Uniti, ha deciso che questo animale non godrà più del divieto imposto ai cacciatori.

Nessun rispetto

Entro la fine del 2020 dunque verrà abolito il divieto di caccia nei confronti del lupo grigio. La presidentessa dell’ US Fish and Wildlife Service, Aurelia Skipwith, ha dichiarato:

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“Stiamo lavorando intensamente per riuscire a farlo entro la fine dell’anno, direi che è imminente”

Quella del lupo americano è solo l’ennesima storia che fa riflettere sulle scelte di questa amministrazione. La tendenza è quella ad effettuare una moltitudine di liberalizzazioni anche relative alla caccia di un gran numero di uccelli migratori.

Nemmeno a dirlo, le associazioni ambientaliste si sono scatenate contro Trump e chi lo circonda in queste scelte scellerate. La popolazione di lupi grigi continua ad essere in pericolo: il raggio di stanziamento si è ridotto esclusivamente alla zona dei Grandi Laghi. Eppure l’amministrazione repubblicana sottolinea:

“In ogni caso non prevediamo che il lupo grigio si espanda ancora, indipendentemente dalla protezione federale”.