Il discorso relativo ai cambiamenti climatici purtroppo rimane sempre molto attuale. Precedentemente al periodo di ritorno alla normalità avevamo osservato dati molto incoraggianti. Solo poche decine di giorni dopo ci siamo resi conto che realisticamente, sul medio periodo, due mesi di “pausa” non avrebbero cambiato assolutamente nulla.

Le temperature salgono con una costanza spaventosa, e questo non fa altro che scaturire conseguenze deleterie per il nostro Pianeta. Se infatti una periodo protratto di caldo  potrebbe aggradare un cittadino qualunque, certamente non provocherebbe la medesima reazione rispetto agli equilibri del Pianeta. Questi, nonostante la forza di Madre Natura, sono fondamentali per un sano svolgimento della vita come la conosciamo oggi.

Tutti in apnea

Non serve essere degli esperti di ambiente per capire che, con il termometro che continua a salire, le calotte polari si scioglieranno molto presto. Il ghiaccio infatti, nonostante sia definito “perenne“, non resiste per sempre ad un caldo costantemente sopra alla media.

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Per rendervi l’idea dei quantitativi, circa il 2,1% dell’acqua mondiale al momento è allo stato solido. Tra fiumi, laghi e falde acquifere presenti sull’intero suolo della Terra, si raggiunge a stento lo 0.65% del totale. Questi numeri per spiegare che uno scioglimento anormale comporterebbe conseguenze a dir poco nefaste.

Una proiezione effettuata dall’Università di Leeds e dal Danish Meteorological Institute apparsa su Nature Climate Change ha quantificato il possibile innalzamento del livello dei mari conseguentemente ad uno scioglimento totale dei ghiacci di Antartide e Groenlandia.

Il dato è spaventoso: parliamo di un incremento di 65 metri. Questo provocherebbe un’erosione fuori dal comune, che costerebbe la vita a milioni di persone in tutto il mondo. Naturalmente si tratta di un numero esasperato, che però ci aiuta a riflettere sui danni perenni che stiamo osservando senza muovere un dito.