Il dubbio che sorge nelle nostre menti ci sembra più che lecito. Era meglio essere ignari della moltitudine di occasioni buone per aggravare la situazione ambientale o dobbiamo solo ringraziare la tecnologia che ci aiuta a cogliere queste ultime?

La verità è assolutamente soggettiva, anche se, per completezza, è necessario dire che per tentare di risolvere un problema è fondamentale conoscerlo a fondo. Ecco dunque che grazie a degli studi effettuati da centri di ricerca sparsi in tutto il Pianeta, scopriamo che i pericoli per la nostra Terra sono in ogni dove. In pochi avrebbero pensato ad esempio a ciò che stiamo per raccontarvi…

Molto più del previsto

Un pool di ricercatori della Yale University guidati da Peeyush Khare ha condotto una serie di esperimenti. Questi hanno riguardato il coinvolgimento del manto stradale nella questione smog cittadino. Dall’analisi dei dati raccolti e pubblicati sulla rivista Science Advances, l’evidenza appare molto chiara: questa correlazione esiste eccome, soprattutto quando si verificano determinate condizioni ambientali.

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La celeberrima PM 2,5 in moltissimi casi ha origine proprio dall’asfalto: se poi l’ambiente dove sorge il manto stradale rispetta determinate peculiarità, allora i livelli di emissioni rischieranno di aumentare esponenzialmente.

Ciò che la ricerca mette in luce è che con un aumento medio di 20°, anche le emissioni tendono ad aumentare, raggiungendo livelli doppi rispetto alla normalità. Se poi il raggio del sole batte direttamente sul manto, allora le emissioni risulteranno essere 4 volte più alte dei livelli considerati accettabili.

Ecco dunque l’ennesima chiave per cui l’uomo dovrebbe fare mea culpa. L’asfalto è opera nostra, come anche il surriscaldamento globale. Se nelle carreggiate delle metropoli si raggiungono temperature spaventose, non c’è nessun altro colpevole oltre che l’uomo.