I cambiamenti climatici stanno iniziando a dipingere una realtà che definiremmo catastrofica senza sentirci minimamente esagerati. Purtroppo infatti il processo di conseguenze dovute al comportamento spropositato dell’uomo protratto nel tempo si sta palesando davanti ai nostri occhi.

In qualche maniera potremmo dire che è meglio così: provocare danni lasciando l’esclusività delle conseguenze ai nostri figli non sarebbe certamente stato giusto. Altrettanto però c’è da mettere le mani nei capelli per ciò che sta accadendo, soprattutto nei contesti che avrebbero bisogno di temperature stazionarie per conservare le proprie peculiarità. Tra questi certamente annoveriamo le calotte polari e la Groenlandia. Proprio sul territorio di quest’ultima, negli scorsi giorni, si è consumato un dramma incredibile

In meno di un mese

Purtroppo vi raccontiamo molto spesso dello scioglimento di alcune piattaforme considerate storiche per il nostro Pianeta. Effettivamente parliamo di tutte quelle zone che sarebbero composte da ghiaccio definito “perenne“, ma che, una volta esposto a temperature anormali per un tempo protratto, perdono la loro compattezza.

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Nella zona della lingua di ghiaccio della Groenlandia nordorientale, nel giro di pochissimi giorni, abbiamo riscontrato una tragedia che ha un’importanza storica. Si tratta dello sfaldamento, comprensivo di moltissime zone letteralmente sciolte, della piattaforma Nioghalvfjerdsfjorden, anche detta 79N.

Questa era la più grande del territorio della Groenlandia e faceva parte del ghiacciaio Spalte. La storicità dell’evento sta nella velocità a cui è avvenuto lo scioglimento. Navigando pochi secondi su internet potrete osservare la drastica differenza tra le due foto scattate dai satelliti Sentinel-2 dell’Agenzia Spaziale Europea. L’immagine del 29 giugno, a confronto con quella del 24 luglio, sembra rappresentare un cambiamento che ci aspetteremmo di poter osservare nel giro di decenni. Davvero triste ed impressionante.