I danni provocati dai cambiamenti climatici stanno per diventare realmente insostenibili. Ogni giorno che passa purtroppo siamo costretti a portarvi l’ennesima pessima notizia riguardo qualche modifica agli equilibri naturali già esistenti.

Il caldo torrido che viviamo non solo durante i mesi estivi, e più in generale le temperature sopra le medie, non possono che scaturire risvolti negativi. Uno dei più evidenti di questi è certamente il processo di scioglimento dei ghiacci. Possiamo constatare ad occhio nudo ed inesperto, tramite immagini satellitari scattate a distanza di anni, il cambiamento a cui sono soggette le calotte polari. Questo processo purtroppo avviene in maniera simile sui ghiacciai alpini. Oggi vogliamo parlavi proprio di uno di questi.

Ancora undici anni di vita

Il ghiacciaio della Marmolada è il più grande delle Dolomiti e uno dei più celebri di tutto l’arco alpino. Parliamo di uno dei processi più sorprendenti ed interessanti che esistano in natura: quello del ghiaccio perenne. Quest’ultimo però, se esposto a temperature anormali, tende a perdere volume e a svanire con il protrarsi di caratteristiche climatiche non ideali.

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Secondo le misurazioni condotte da geografi e glaciologi dell’Università di Padova, il ghiacciaio in questione si è ridotto di 8 volte negli ultimi 70 anni. Siamo passati da un volume di 95 milioni di metri cubi del 1954 ai 14 del 2020.

“La superficie del ghiacciaio è passata dai circa 500 ettari stimati da Richter nel 1888 ai 123 ettari del 2018. Dal 2010 al 2020 la fronte è arretrata in media di 10 metri l’anno sui 9 segnali di misura”

Queste le parole di Mauro Varotto, che ha effettuato con le sue mani le misurazioni dal 2005. Con il ritmo odierno di scioglimento, nel 2031 dovremo salutare definitivamente il ghiacciaio della Marmolada. È assolutamente il caso di mettersi le mani nei capelli.