Durante i mesi appena trascorsi vi abbiamo parlato moltissimo della situazione di difficoltà che è stata riscontrata praticamente in ogni paese del mondo. La pandemia ha messo in luce pressoché ovunque le falle dei sistemi sanitari, ed inoltre ha mostrato l’evidenza di una necessità di una svolta green.

Nel periodo di lockdown mondiale (marzo-maggio) abbiamo riscontrato dei risultati ultra positivi per quanto riguarda le emissioni di gas serra nella nostra atmosfera. Questi però rischiano di essere semplicemente un’illusione: occorre infatti una reale costanza nell’impegno ambientale. Un paio di mesi di trend positivo purtroppo non cambiano assolutamente nulla rispetto ad un’analisi fatta sul medio/lungo periodo.

Di male in peggio

Dopo una temporanea riduzione dovuta alle misure di confinamento e al rallentamento economico, le emissioni stanno per raggiungere i livelli pre-pandemici

Con queste parole, le Nazioni Unite vogliono lanciare un monito ai cittadini di tutto il mondo. Solo qualche giorno fa infatti è stato presentato un lavoro svolto da 6 agenzie internazionali per il clima, coordinate dalla World Meteorological Organization. I risultati di questi studi sono pubblicati all’interno di United in Science 2020rapporto annuale sulla situazione dei cambiamenti climatici.

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A meno che le emissioni raggiungano il picco e diminuiscano presto, è improbabile che la temperatura si stabilizzi ben al di sotto dei due gradi per rispettare l’accordo di Parigi

Si prevede un calo delle emissioni rispetto al 2019 compreso tra il 4 ed il 7%. Se pensiamo che, sulla un calcolo annuo, il lockdown ha un’incidenza abbastanza alta, ci rendiamo conto di quanto praticamente non sia cambiato nulla. Di fatto, parliamo di un cane che si morde la coda: i gas serra favoriscono l’aumento delle temperature. Ciò provoca lo scioglimento dei ghiacci e tutta una serie di processi deleteri per la “salute” del nostro Pianeta e per la salvaguardia delle specie che lo abitano, uomo compreso.