Il mondo del 2020 dovrebbe rispecchiare in tutto e per tutto la definizione che tendiamo a dare a questa epoca, ovvero quella di “moderna“. Purtroppo invece nella maggior parte dei casi questo rimane esclusivamente un vocabolo utile per strappare un sorriso amaro nei confronti della realtà.

La tecnologia avanza, è vero, ma non per tutti in egual modo. Quello che definiremmo mondo occidentale e civilizzato infatti ha una tendenza abbastanza evidente, che in qualche maniera inficia anche sulla salute del Pianeta sul quale viviamo. Parliamo di alcune disparità che, anche quando involontaria, tende ad influenzare logiche ecologiche e di biodiversità. Ma vediamo come sono state analizzate queste variabili.

Una periferia verde

Uno studio apparso qualche giorno fa su Nature infatti vuole evidenziare proprio questo genere di correlazione esistente, cui tendiamo a non dare importanza data la sua improbabile origine. Ambiente e diseguaglianze infatti, almeno a livello concettuale, non hanno alcuna tangenza.

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Se pensiamo invece che, soprattutto nel contesto statunitense, le minoranze etniche tendono ad essere relegate in zone simili a ghetti di periferia, lontani dai centri tecnologici e dalle infrastrutture ecologiche, possiamo capire il senso di tale ricerca. Quanto infatti una popolazione è lontana dal centro, tanto più sarà distante dalle aree verdi. Quest’ultima riuscirà ad assumere con maggior difficoltà comportamenti consoni verso l’ambiente.

Basterebbe semplicemente occuparsi con più cura ed attenzione anche di queste realtà più dislocate rispetto alle skyline delle metropoli americane. Ci rendiamo conto che si tratta di un discorso sommario, ma purtroppo rispecchia completamente la realtà. Con dei piccoli accorgimenti, potremmo rendere il mondo un posto migliore.