La natura, ogni giorno, sa regalarci delle sorprese. Una di queste corrisponde ad uno dei più grandi misteri della vita: la possibilità che ogni specie ha di procreare. Effettivamente, trattando un argomento del genere, non possiamo darlo per scontato. La prole, di qualunque specie si tratti, è la conditio sine qua non per un prosieguo generazionale.

Il regno animale comprende una moltitudine di peculiarità differenti, che appunto contraddistinguono le varie classi a seconda delle loro caratteristiche. Mammifero ad esempio è colui che è dotato di ghiandole mammarie: tramite queste allattano la propria prole, prendendosene cura finché c’è la necessità di accudimento.

Unico e raro

Oggi vogliamo raccontarvi la particolarissima modalità di gestazione del cavalluccio marino. Siamo abituati a dare per scontato che questo processo sia compiuto dagli esemplari femmine di ogni specie. Nel caso dell’ippocampo (nome scientifico ma molto utilizzato anche tra le persone comuni), ciò avviene grazie agli esemplari di sesso maschile.

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Il numero di uova deposte dipende anzitutto dalla specie di cavalluccio marino in questione, ed in seconda battuta anche dalla loro grandezza. Si va da un minimo di 30 ad un massimo di circa 2000 uova simultanee.

Come presumibile non tutte le “gravidanze” arrivano alla conclusione: ciò dipende prettamente dalla situazione ambientale più o meno favorevole. L’ippocampo è in grado di prendere una decisione importante a riguardo: se nota che la gran parte delle uova non arriverebbero a finire la loro schiusa, può assorbire i nutrienti da alcune di queste per assicurarsi il completamento del processo delle restanti.

Insomma, nulla è lasciato al caso: certamente si tratta di uno degli animali più particolari che esistano sul nostro Pianeta per quanto riguarda la nascita della propria prole.