Ambiente

SCOPERTO LEGAME TRA CICLO DELL’ACQUA E PICCOLI TERREMOTI: LA RICERCA

Il mistero che avvolge alcuni processi naturali che avvengono sulla Terra è qualcosa di realmente stimolante. L’uomo, da quando le tecnologie rendono possibile un determinato tipo di studi, ha cercato risposte a tutta una serie di domande che lo incuriosiscono.

La risposta a queste non è affatto scontata, e talvolta risulta molto difficile da individuare. Uno dei grandi dilemmi della nostra specie, rispetto agli avvenimenti naturali, è quello relativo ai tremori della crosta terrestre. Non siamo infatti in grado minimamente di prevedere un terremoto: lo sciame sismico può avvertirci, ma molto spesso la scossa più forte è la prima. Questo rende impossibili logiche di evacuazione e messa in sicurezza della popolazione.

Svolta importante?

Negli ultimi tempi però è avvenuta una scoperta che potrebbe essere storica. È stato infatti trovato un riscontro tra quello che è il ciclo dell’acqua e le scosse di terremoto di piccola entità. Il contesto dove si svolge questo interessante processo è quello delle cosiddette zone di subduzione, dove si incontrano le placche terrestri. In questa zona la litosfera viene effettua una sorta di riciclo nel mantello sottostante.

L’acqua, in quantità spaventosa, si sposta proprio in questi luoghi. Verrà successivamente espulsa nel processo di eruzione dei vulcani.

Studiosi dell’Università di Bristol hanno raccolto dati relativamente a questo processo nel contesto delle Piccole Antille, isole Caraibiche famose per la natura incontaminata che continua a resistere. Lo studio, pubblicato su Nature, ci dona un’evidenza clamorosa. Lasciamo alle parole del primo firmatario della ricerca, George Cooper, una spiegazione esaustiva:

 

Mentre le placche viaggiano dalla loro iniziale collocazione alle dorsali medio-oceaniche nelle zone di subduzione, l’acqua di mare entra nelle rocce attraverso le fratture e le faglie e si lega ai minerali. Una volta raggiunta una zona di subduzione, la placca che sprofonda si riscalda e viene compressa, così da rilasciare tutta o parte della sua acqua. L’acqua rilasciata abbassa il punto di fusione delle rocce circostanti e genera il magma, che galleggia e si muove verso l’alto, generando infine le eruzioni nell’arco vulcanico sovrastante.

Insomma, non è mai troppo tardi per imparare delle lezioni dal nostro splendido Pianeta. Ed è bellissimo così.

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